Banda della microcar a Roma, indagini su due giovani: Iacopini ancora grave

Banda della microcar a Roma, indagini su due giovani dopo sei aggressioni. Iacopini operato di nuovo, al vaglio telecamere e indizi

Proseguono le indagini sulla serie di violente aggressioni avvenute a Roma nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, quando due persone a bordo di una microcar nera avrebbero preso di mira diversi passanti tra Monteverde Vecchio e Testaccio. Gli investigatori stanno ricostruendo gli spostamenti del piccolo veicolo attraverso numerosi filmati di videosorveglianza, mentre emergono nuovi elementi potenzialmente utili all’identificazione dei responsabili.

L’inchiesta, aperta per tentato omicidio, riguarda almeno sei episodi di violenza registrati nella Capitale. L’attenzione degli inquirenti si sarebbe concentrata su due giovani, che potrebbero essere minorenni. La loro identità, tuttavia, resta ancora da accertare.

Tra le persone coinvolte figura anche l’attore Davide Iacopini, ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale San Camillo di Roma dopo essere stato colpito mentre si spostava su un monopattino elettrico.

Davide Iacopini sottoposto a una seconda operazione

Le conseguenze più serie della notte di violenza riguardano proprio l’attore, che continua a ricevere assistenza specialistica presso il San Camillo.

Secondo il bollettino sanitario diffuso dalla struttura, Iacopini è stato sottoposto nella notte di venerdì a un secondo intervento neurochirurgico, eseguito dall’équipe dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia, diretta dal professor Riccardo Ricciuti.

L’operazione ha avuto esito positivo, ma il quadro clinico rimane particolarmente delicato a causa della gravità dei traumi riportati.

Il paziente è stato mantenuto nel reparto di Terapia Intensiva Shock e Trauma, sotto la responsabilità del dottor Emiliano Cingolani. I medici hanno segnalato una sostanziale stabilità dei parametri vitali, pur sottolineando la necessità di proseguire con le cure intensive e il monitoraggio costante.

La prognosi resta riservata e le successive decisioni terapeutiche dipenderanno dall’evoluzione delle condizioni neurologiche e generali dell’attore.

L’aggressione si era verificata in via Anton Giulio Barrili, nel quartiere Monteverde. Iacopini stava percorrendo la strada a bordo di un monopattino quando uno degli occupanti della microcar lo avrebbe colpito con un calcio.

L’impatto gli avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo, provocando una violenta collisione contro un’automobile parcheggiata.

Quaranta telecamere e un cappellino: gli elementi raccolti dagli investigatori

Per individuare i responsabili, gli investigatori stanno esaminando le registrazioni di circa quaranta telecamere distribuite lungo le strade interessate dalle aggressioni.

L’obiettivo è ricostruire il tragitto della microcar, identificare eventuali dettagli riconoscibili del veicolo e risalire alla targa. L’analisi delle immagini potrebbe inoltre consentire di individuare i punti di partenza e di arrivo degli spostamenti effettuati durante la notte.

Un ulteriore elemento è rappresentato da un cappellino recuperato nella zona di ponte Testaccio, che sarebbe stato perso da uno degli aggressori durante la fuga.

L’oggetto è entrato tra gli elementi a disposizione degli inquirenti e potrebbe contribuire alla ricostruzione della vicenda.

Le verifiche riguardano anche una denuncia presentata dal proprietario di una microcar nera alimentata a diesel, con caratteristiche compatibili con quelle del mezzo utilizzato durante gli episodi.

Il proprietario, un avvocato e padre di due figli minorenni, avrebbe denunciato il furto dell’automobile due giorni dopo l’ultima aggressione. L’uomo è stato ascoltato dagli investigatori per chiarire le circostanze della scomparsa del veicolo.

La compatibilità tra i due mezzi non costituisce, da sola, una prova del loro collegamento. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire se la denuncia possa avere un ruolo nell’inchiesta.

Da Monteverde a Testaccio, la ricostruzione della notte di violenza

Gli episodi contestati alla cosiddetta banda della microcar sarebbero avvenuti in rapida successione, coinvolgendo persone che si trovavano casualmente lungo le strade della Capitale.

Uno degli attacchi è stato segnalato in viale dei Quattro Venti, dove un uomo sarebbe stato raggiunto da un colpo inferto con un tubo di plastica attraverso il finestrino della microcar in movimento.

Poco dopo si sarebbe verificata l’aggressione ai danni di Davide Iacopini, in via Anton Giulio Barrili.

La dinamica descritta evidenzia un elemento comune: le vittime sarebbero state scelte senza un apparente collegamento personale con gli aggressori.

La successione degli episodi, la modalità degli attacchi e l’utilizzo dello stesso tipo di veicolo sono tra gli aspetti sui quali si concentra il lavoro degli investigatori.

Resta da chiarire anche se tutte le aggressioni siano riconducibili agli stessi occupanti della microcar e quale sia stato il movente delle azioni.

Il Codacons chiede maggiori controlli sulle strade della Capitale

La vicenda ha provocato anche la reazione del Codacons, che ha espresso forte preoccupazione per la violenza degli episodi e per la presunta casualità nella selezione delle persone colpite.

L’associazione ha richiamato il caso dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto a Roma nel 2016, individuando alcune analogie nella brutalità delle condotte e nell’assenza di un apparente rapporto tra aggressori e vittime.

Si tratta di un accostamento formulato dall’organizzazione, non di una conclusione degli investigatori.

Secondo il Codacons, colpire persone che si spostano in bicicletta o in monopattino da un’automobile in movimento può provocare conseguenze gravissime, potenzialmente mortali. Per questo motivo, l’associazione ritiene che comportamenti del genere non possano essere considerati semplici bravate.

Per prevenire ulteriori episodi e possibili fenomeni di emulazione, il Codacons ha presentato un’istanza al Questore di Roma, chiedendo un rafforzamento della vigilanza e dei controlli nelle strade cittadine.

Caccia ai responsabili, decisiva la ricostruzione degli spostamenti

Il lavoro investigativo prosegue su più fronti, dall’analisi dei filmati all’esame degli elementi materiali raccolti, fino agli approfondimenti sulla microcar denunciata come rubata.

L’identificazione dei due giovani al centro degli accertamenti rappresenta uno degli obiettivi principali dell’inchiesta. Al momento, tuttavia, le ipotesi investigative devono ancora trovare conferma attraverso riscontri concreti.

Le immagini delle telecamere, il cappellino recuperato e le verifiche sul veicolo potrebbero contribuire a chiarire la dinamica delle aggressioni e a individuare chi si trovasse a bordo della microcar.

Parallelamente, resta alta l’attenzione sulle condizioni di Davide Iacopini, il cui percorso clinico continua a richiedere assistenza intensiva e una valutazione costante da parte dei medici.

La vicenda rimane dunque aperta sia sul piano giudiziario sia su quello sanitario, in attesa di ulteriori sviluppi.

Redazione

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