Nasce all’ospedale Grassi di Ostia, ma muore meno di ventiquattro ore dopo al Sant’Eugenio di Roma. Una tragedia sulla quale la Procura della Capitale vuole fare chiarezza. Per il decesso di una neonata, venuta alla luce il 18 settembre e morta il giorno successivo, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. Tre medici dell’ospedale di Ostia risultano attualmente indagati, ma gli accertamenti potrebbero coinvolgere anche altri sanitari.
A riportare la notizia è La Repubblica. Secondo quanto ricostruito, la bambina avrebbe manifestato difficoltà respiratorie poco dopo il parto, inizialmente considerate non particolarmente preoccupanti. I medici hanno comunque deciso di trasferirla d’urgenza al Sant’Eugenio, ospedale dotato di un reparto di Neonatologia di secondo livello. Nonostante il ricovero nella struttura romana, la piccola è deceduta il 19 settembre.
Le indagini sulle cure e sul trasferimento
L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco e dovrà ricostruire quanto accaduto nelle ore trascorse tra la nascita e la morte della bambina. L’apertura del fascicolo per omicidio colposo rappresenta un passaggio necessario per consentire gli approfondimenti medico-legali e individuare eventuali responsabilità .
Al centro degli accertamenti c’è l’autopsia, affidata a un collegio di esperti guidato dal medico legale Luigi Cipolloni, affiancato da un ginecologo e un neonatologo. I primi elementi raccolti orienterebbero le verifiche soprattutto verso l’assistenza prestata alla neonata dopo il parto, piuttosto che sulle modalità con cui è avvenuta la nascita.
Come riferisce il giornalista Giuseppe Scarpa su La Repubblica, gli investigatori intendono accertare se nella gestione delle complicazioni respiratorie e nel trasferimento tra i due ospedali possano essersi verificati ritardi o negligenze nell’assistenza sanitaria.
Saranno gli esiti delle consulenze medico-legali a stabilire se la morte della bambina sia stata provocata da circostanze imprevedibili oppure se emergano responsabilità professionali. Al momento gli accertamenti sono ancora in corso e la posizione dei tre medici iscritti nel registro degli indagati resta al vaglio della magistratura.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.