Roma, inflazione alle stelle: record storico a settembre 2025

Nella Capitale si registra un’impennata dei prezzi al consumo: alimentari, energia e servizi tra i settori più colpiti

cibo roma

A settembre 2025 l’indice dei prezzi al consumo a Roma ha raggiunto i 121,6 punti, segnando un nuovo primato e rendendo ancora più evidente l’impatto del caro vita sulla quotidianità dei cittadini. Rispetto a gennaio 2018, quando l’inflazione era pari a 100,8 punti, l’aumento è stato di oltre 20 punti percentuali in sette anni.

Nel solo ultimo anno, la variazione rispetto a settembre 2024 è stata dell’1,8%, mentre rispetto ad agosto l’aumento si è attestato su un +0,4%. L’ultimo bollettino del Nic (Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività) ha evidenziato un incremento generalizzato dei costi, in particolare nei settori legati ai servizi, agli alimentari e all’energia.

Alimentari e bevande in forte rialzo

Il confronto con settembre 2024 mostra chiaramente come fare la spesa sia diventato sempre più oneroso. L’aggregato “prodotti alimentari e bevande analcoliche” ha subito un incremento del 3,7% in un solo anno. Particolarmente colpiti alcuni generi di largo consumo:

  • Caffè, tè e cacao hanno registrato un aumento del 18,7%, con un tasso di inflazione che ha raggiunto il 152,4%.

  • La frutta è salita del 6,3%, mentre le carni hanno segnato un +6%.

  • Nonostante una lieve riduzione, i prodotti oleari continuano a pesare sui bilanci familiari con un’inflazione pari al 166%.

Bollette e utenze: energia elettrica, gas e acqua tra le voci più critiche

La pressione inflattiva si fa sentire anche nel settore energetico. L’energia elettrica ha toccato un’inflazione del 169%, pur mostrando un calo di 2,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Anche gas e acqua si mantengono su livelli elevati:

  • Il gas è arrivato a 130,3 punti

  • La fornitura d’acqua si attesta a 165,8 punti

Questi rincari contribuiscono a mettere in difficoltà molte famiglie, soprattutto quelle già colpite dalla crescita dei prezzi nei beni essenziali.

Servizi e istruzione: aumenti anche fuori casa

Non solo beni primari: anche i servizi ricettivi e di ristorazione hanno segnato un incremento mensile del +4,3%, con un aumento annuo del +3%. Salgono anche le voci relative all’istruzione (+4,2%), ai servizi sanitari (+1,5%) e all’abbigliamento (+0,8%).

Il comparto trasporti mostra una dinamica più complessa: pur avendo registrato un calo mensile del -2%, su base annua si osserva comunque un aumento del +0,7%.

Redazione

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