Il programma della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, in calendario dal 13 al 25 ottobre, si amplia con tre nuove opere che attraversano linguaggi e temi differenti. Le novità riguardano le sezioni Special Screenings e Freestyle Film e portano nella manifestazione storie dedicate alla memoria, alla rinascita personale e alle conseguenze di eventi capaci di cambiare improvvisamente un’esistenza.
Tra i nuovi appuntamenti figura “Ricordati ragazza” di Claudia Gerini, inserito nella sezione Special Screenings. Il film affronta il lungo percorso dell’emancipazione femminile in Italia attraverso lo sguardo di Matilde, una ragazza di diciotto anni che si prepara a partecipare per la prima volta alle elezioni. Per la giovane, tuttavia, l’appuntamento con le urne sembra inizialmente meno importante di una giornata al mare insieme alle amiche.
A cambiare la sua prospettiva sono la madre Maria Grazia e la nonna Nella, che la accompagnano in un percorso tra vicende familiari e passaggi fondamentali della storia italiana. Il racconto parte dal 1946, anno in cui le donne italiane esercitarono per la prima volta il diritto di voto a livello nazionale, per arrivare alle conquiste maturate nei decenni successivi.
La ricostruzione si sviluppa attraverso differenti materiali e testimonianze. Il progetto combina sequenze cinematografiche, fotografie, documenti provenienti da importanti archivi italiani e immagini dell’Archivio Luce. Sono presenti inoltre gli interventi di Luciana Castellina, Debora Migliucci e Patrizia Castelli, insieme alla testimonianza storica di Nadia Gallico Spano, vissuta tra il 1916 e il 2006 e tra le donne che parteciparono all’Assemblea Costituente.
Sempre all’interno degli Special Screenings arriverà “Kintsugi… e sono la mia opera” di Ludovico Boccianti, progetto sviluppato durante la realizzazione del nuovo album di Elisa. La presentazione alla Festa del Cinema sarà accompagnata da un incontro con il pubblico che vedrà protagonista la stessa cantautrice e produttrice musicale.
Il mediometraggio porta sullo schermo la dimensione più personale e intima del percorso artistico di Elisa, collegando la nascita delle nuove canzoni a un processo di trasformazione interiore. Musica, immagini, danza e parole diventano così gli strumenti attraverso i quali raccontare emozioni, fragilità e cambiamento.
Il titolo richiama direttamente l’arte giapponese del kintsugi, basata sulla riparazione degli oggetti in ceramica valorizzandone le fratture anziché nasconderle. Nel film questo concetto diventa una metafora del percorso raccontato dall’artista: le ferite e le esperienze dolorose non vengono cancellate, ma entrano a far parte di una nuova identità. Elisa descrive infatti un cammino segnato dalla necessità di attraversare il dolore, trasformarlo e recuperare il coraggio necessario per scegliere la propria vita.
Un registro completamente differente caratterizza invece “Faith” di Paul Andrew Williams, selezionato nella sezione Freestyle Film. Al centro della storia c’è Gina, interpretata da Erin Doherty, attrice nota anche per “Adolescence”. Gina è una madre single che vive con il figlio Jamie, interpretato da Smylie Bradwell, in un quartiere popolare della capitale britannica.
La quotidianità dei due cambia quando, durante un quiz organizzato in un pub, Gina incontra Michael. Il personaggio, interpretato da James McAvoy, entra progressivamente nella vita della donna e del bambino, assumendo una presenza sempre più significativa e allo stesso tempo avvolta nel mistero.
La vicenda arriva a un punto di svolta alla vigilia del decimo compleanno di Jamie, quando un incidente tragico modifica radicalmente gli equilibri costruiti fino a quel momento. Da questo evento prende forma il nucleo drammatico del nuovo lavoro diretto da Williams.
Con questi tre ingressi, la Festa del Cinema di Roma amplia ulteriormente una programmazione che affianca produzioni e personalità differenti. Elisa, James McAvoy, Erin Doherty e Claudia Gerini entrano così nel programma della 21ª edizione, contribuendo a un cartellone che spazia dal racconto autobiografico al dramma, fino alla ricostruzione della storia dell’emancipazione femminile italiana.
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