Centocelle, medaglia allo studente che difese la professoressa

Il riconoscimento consegnato da Valditara al giovane intervenuto durante l'aggressione nella scuola media Giovanni Verga

Parco di Centocelle

Una medaglia al merito per lo studente che lo scorso 18 settembre intervenne nella scuola media Giovanni Verga di Centocelle per difendere la professoressa Isabella Marsilio, aggredita in classe da un alunno di 13 anni. A consegnare il riconoscimento è stato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

“Siamo orgogliosi di te. Hai compiuto un gesto molto nobile, che ti fa onore e che rappresenta un esempio per tanti giovani. Comportamenti come il tuo vanno fatti conoscere perché hanno un forte valore educativo”. Queste le parole del ministro rivolte allo studente di origini congolesi che intervenne durante l’aggressione.

Il riconoscimento per il gesto dello studente

Il ragazzo era riuscito a bloccare il tredicenne che, secondo quanto ricostruito, aveva colpito la docente con un coltello e utilizzato anche dello spray urticante.

“Abbiamo voluto premiarti con questa medaglia al merito, come abbiamo fatto con altri giovani che si sono distinti per il loro coraggio e la loro generosità, per la capacità di sentire l’altro che hai dimostrato – ha aggiunto Valditara – coraggio e solidarietà sono valori fondamentali, nell’ottica di una scuola che educa alla responsabilità, al rispetto, a relazioni corrette e all’empatia”.

Il racconto dell’insegnante

La professoressa Marsilio, 66 anni, aveva raccontato quanto accaduto e le conseguenze dell’aggressione: “”Dopo tanti anni di insegnamento mai mi sarei aspettata di subire una simile aggressione. Mi hanno messo 20 punti di sutura dopo essere stata colpita con tre coltellate. Per fortuna non sono stati colpiti organi vitali, ma i medici mi hanno detto che la lama ha sfiorato il polmone e l’arteria”.

E ancora: “Non mi aspettavo che uno dei miei ragazzi potesse arrivare a tanto. Nei miei anni di insegnamento non ho mai avuto dissidi con gli studenti e le studentesse. Un rapporto mai conflittuale, aperto al dialogo, al confronto. Niente che potesse mai portarmi a pensare di essere vittima di una tale brutale aggressione”.

Le parole sul tredicenne

Nonostante quanto subito, l’insegnante aveva espresso anche la necessità di intervenire sul disagio manifestato dal ragazzo: “”L’ho perdonato ma c’è un enorme ma. Il ragazzo va aiutato, ha dimostrato di avere un grande malessere. Non può essere lasciato solo. Ha bisogno di un percorso anche terapeutico che gli possa restituire serenità”.

Proseguono intanto gli accertamenti degli inquirenti per ricostruire quanto avvenuto e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone. L’attenzione investigativa si è concentrata anche sul profilo social aperto dal tredicenne, seguito da quattro contatti, e sulla diretta che sarebbe stata avviata poco prima dell’aggressione.

Gli accertamenti sulla videochiamata

Sono inoltre in corso verifiche su una videochiamata Telegram alla quale, secondo la ricostruzione investigativa, il tredicenne sarebbe stato collegato durante l’aggressione.

Gli investigatori stanno cercando di accertare se qualcuno possa aver avuto un ruolo nell’istigare il ragazzo. Si tratta di un’ipotesi ancora al vaglio, sulla quale proseguono gli approfondimenti.

Redazione

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