Roma, adescava minorenni sui social: 40enne in carcere

L'uomo si presentava come “Sugar Daddy”. L'inchiesta dei carabinieri è partita dalla denuncia dei genitori di una quattordicenne

Si faceva chiamare “Sugar Daddy” e, secondo l’accusa, adescava ragazze minorenni attraverso social e applicazioni di messaggistica, promettendo denaro e regali in cambio di incontri sessuali oppure chiedendo l’invio di immagini e filmati sessualmente espliciti. Un uomo di 40 anni è stato portato in carcere dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Roma su richiesta della procura.

Le accuse contestate sono prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pedopornografico, con l’aggravante, secondo quanto riferito dagli investigatori, di aver commesso i fatti ai danni di minori di 16 anni. Nell’ambito dell’inchiesta sono state eseguite otto perquisizioni, alcune nei confronti di altri indagati in stato di libertà e altre riguardanti le ragazze coinvolte, quasi tutte italiane.

L’indagine partita dal cellulare di una 14enne

L’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci ha preso il via nel 2024, dopo la denuncia presentata dai genitori di una delle presunte vittime. La coppia si era allarmata dopo aver trovato alcune fotografie sul telefono della figlia, all’epoca quattordicenne.

Gli accertamenti sul dispositivo avrebbero consentito di individuare diverse conversazioni ritenute di interesse investigativo su applicazioni come Telegram, WhatsApp e Signal. In quelle chat compariva un interlocutore identificato come “Sugar Daddy”, successivamente finito al centro delle indagini.

Gli accertamenti su altre ragazze

Proseguendo nelle verifiche, gli investigatori avrebbero individuato conversazioni ritenute penalmente rilevanti anche con altre giovani. Gli approfondimenti sono stati condotti attraverso l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati durante le perquisizioni e le audizioni delle presunte vittime, alcune delle quali svolte in modalità protetta.

Secondo la ricostruzione investigativa, le condotte contestate si sarebbero sviluppate in un arco temporale compreso tra il 2015 e il 2025. L’uomo avrebbe contattato le ragazze direttamente sui social oppure attraverso il passaparola, instaurando progressivamente con loro un rapporto di fiducia.

Le contestazioni della procura

Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, dopo aver avvicinato le minorenni, il 40enne avrebbe proposto incontri a sfondo sessuale, in alcuni casi offrendo denaro, oppure avrebbe chiesto alle ragazze di produrre e inviargli fotografie e filmati sessualmente espliciti.

Le contestazioni nei confronti dell’uomo dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento. Gli accertamenti hanno coinvolto anche altri soggetti, destinatari di perquisizioni e indagati in stato di libertà nell’ambito della stessa attività investigativa.

Redazione

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