Un’operazione dei carabinieri ha interessato nelle prime ore del mattino San Cesareo, Palestrina, Zagarolo e Poli, comuni dell’area a sud della Capitale. Il bilancio dell’attività è di sei arresti e quattordici persone indagate, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Tivoli.
Le contestazioni formulate a vario titolo sono numerose e comprendono traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, sequestro di persona, rapina, atti persecutori e detenzione illecita di ordigni esplosivi e armi.
Le misure cautelari eseguite dai carabinieri
L’operazione è stata condotta dai militari della compagnia dei carabinieri di Palestrina, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza relativa all’applicazione di misure cautelari personali. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura di Tivoli.
Per cinque persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre una sesta è stata sottoposta agli arresti domiciliari. Nell’ambito dei provvedimenti eseguiti, per un altro soggetto è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza.
Parallelamente all’esecuzione delle misure, i carabinieri hanno effettuato una serie di perquisizioni domiciliari e controlli sui dispositivi informatici riconducibili alle persone coinvolte nell’inchiesta. Complessivamente sono quattordici gli indagati interessati dalle attività investigative.
Cocaina e crack al centro dell’indagine
Uno dei principali filoni dell’inchiesta riguarda il presunto traffico di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, sarebbe emersa una rete attiva nello spaccio di cocaina e crack nei comuni interessati dall’operazione.
Le investigazioni, tuttavia, avrebbero delineato uno scenario più ampio rispetto alla sola distribuzione di droga. Gli episodi contestati comprenderebbero infatti anche condotte violente e intimidatorie nei confronti di diverse vittime.
L’area sulla quale si sono concentrate le attività degli investigatori comprende soprattutto Palestrina, San Cesareo, Zagarolo e Poli, nel territorio della provincia di Roma e nell’area di competenza della procura di Tivoli.
Estorsioni e carte di credito
Un ulteriore aspetto ricostruito dagli investigatori riguarda alcune presunte estorsioni. Secondo l’ipotesi accusatoria, le vittime sarebbero state costrette attraverso minacce e violenze ad attivare carte di credito, che sarebbero state successivamente impiegate per commettere truffe.
Si tratta di una delle condotte finite al centro degli accertamenti svolti dai carabinieri, insieme agli episodi legati allo spaccio e alle altre ipotesi di reato contestate agli indagati.
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire collegamenti tra diversi episodi avvenuti sul territorio, delineando, secondo gli inquirenti, un quadro caratterizzato dal ricorso alla violenza e all’intimidazione.
Ordigni, incendi e un tentato omicidio
Particolarmente gravi sono anche gli episodi di violenza sui quali si sono concentrate le verifiche degli investigatori. Fra le contestazioni figurano infatti ritorsioni che sarebbero state compiute attraverso ordigni esplosivi e incendi.
L’inchiesta comprende inoltre un episodio qualificato come tentato omicidio. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati esplosi colpi di fucile nell’ambito di un’azione che gli investigatori collegano al controllo del territorio.
Il complesso delle contestazioni comprende inoltre, a vario titolo, ipotesi di rapina, sequestro di persona e atti persecutori, oltre alla detenzione illecita di armi e materiale esplosivo.
Con l’operazione condotta all’alba, l’attività giudiziaria entra ora in una nuova fase. Le contestazioni nei confronti delle persone coinvolte restano allo stato delle indagini e dovranno essere verificate nel successivo procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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