Studenti occupano Villa Mirafiori: “Tagli all’università, futuro cancellato”

Blitz sul tetto della sede della Sapienza: nel mirino l’esaurimento dei fondi PNRR e lo stop ai corsi di laurea magistrale in filosofia e IA

Studenti

Un nuovo fronte di protesta si è aperto all’Università La Sapienza di Roma, dove un gruppo di studenti ha occupato il tetto della sede di Villa Mirafiori, punto di riferimento per i corsi di Filosofia e Intelligenza Artificiale. L’azione arriva dopo settimane di mobilitazioni e si inserisce nella più ampia contestazione avviata con lo sciopero nazionale del 4 aprile, volto a denunciare la riduzione dei finanziamenti all’università pubblica e le ricadute sui percorsi formativi.

Corso magistrale a rischio, studenti senza prospettive
A generare particolare tensione è il rischio concreto che alcuni corsi di laurea magistrale – tra cui Filosofia e intelligenza artificiale e Scienze matematiche per l’intelligenzanon vengano attivati nel prossimo anno accademico. Questo scenario lascerebbe centinaia di studenti, che hanno già completato i tre anni di triennale, senza possibilità di prosecuzione degli studi, né alternative chiare.

Le accuse al sistema: fondi PNRR esauriti e spesi male
Secondo il collettivo Cambiare Rotta, promotore dell’occupazione, la responsabilità sarebbe da ricondurre all’esaurimento dei fondi del PNRR, destinati inizialmente alla modernizzazione del sistema universitario. Gli studenti denunciano che tali fondi sono stati utilizzati per finanziare progetti poco trasparenti, in collaborazione con università private, studentati e persino industrie militari, senza garantire la continuità formativa nei corsi pubblici.

Nel mirino anche la ministra Bernini e la rettrice Polimeni
Durante lo sciopero del 4 aprile, gli studenti hanno contestato pubblicamente la Ministra dell’Università Anna Maria Bernini, accusata di promuovere una politica di tagli strutturali al comparto accademico. Ora le critiche si concentrano anche sulla rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, ritenuta responsabile dell’attuazione dei tagli all’interno dell’ateneo. Il collettivo ha già inviato una richiesta formale di incontro al rettorato e annuncia una nuova mobilitazione mercoledì, presso la sede centrale dell’università.

Progetti come il Technopole nel mirino delle critiche
Gli studenti sottolineano che i fondi pubblici continuano ad essere indirizzati verso progetti come il Technopole, ritenuto emblema della collaborazione tra università e industria militare, piuttosto che verso l’investimento nella formazione e nel futuro delle giovani generazioni. Un’accusa che si estende all’intera Unione Europea, accusata di privilegiare politiche di riarmo a discapito della crescita culturale e formativa.

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