Papa Francesco si è recato in forma privata nel carcere di Regina Coeli, a Roma, per incontrare i detenuti in occasione del Giovedì Santo. L’accoglienza è stata calorosa, con cori e applausi dai detenuti che lo acclamavano dalle celle: «Francesco, Francesco, libertà, libertà».
Il Pontefice, 88 anni, è apparso sorridente ma leggermente affaticato, ancora in fase di convalescenza dopo una polmonite bilaterale che lo aveva costretto al ricovero presso l’Ospedale Gemelli.
«Prego per voi e per le vostre famiglie»
Arrivato a bordo di una Fiat 500, Papa Francesco ha spiegato il senso della sua presenza all’interno del penitenziario:
«A me piace fare tutti gli anni quello che ha fatto Gesù il Giovedì Santo, la lavanda dei piedi, in carcere. Quest’anno non posso farlo, ma posso e voglio essere vicino a voi. Prego per voi e per le vostre famiglie».
Dopo un momento di preghiera condivisa, il Santo Padre ha salutato personalmente ciascun detenuto, concludendo l’incontro recitando con loro il Padre Nostro e impartendo la benedizione.
Un gesto di vicinanza che si rinnova
Non è la prima volta che il pontefice si reca a Regina Coeli: nel 2018 aveva già celebrato la Messa in Coena Domini con il tradizionale rito della lavanda dei piedi. Quest’anno, a causa delle condizioni di salute, non ha potuto ripetere il gesto simbolico, ma ha voluto comunque manifestare la sua vicinanza spirituale.
Durante la visita, non indossava i supporti per l’ossigeno, segno di un miglioramento delle condizioni cliniche. La permanenza all’interno della struttura è durata circa mezz’ora.
«Perché loro e non io»
All’uscita dal carcere, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti presenti con parole cariche di umanità e riflessione:
«Ogni volta che io entro in questi posti mi domando: perché loro e non io?».
Infine, parlando della prossima festività, ha aggiunto: «Vivrò questa Pasqua come posso».
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