È stato approvato il Viadotto Sorbona, l’infrastruttura da 17,6 milioni di euro necessaria per superare le criticità sollevate dall’Università Tor Vergata sul progetto della tranvia Termini–Tor Vergata. Il ponte, richiesto dall’ateneo per garantire l’accesso sicuro al campus e al Policlinico, sblocca di fatto un’opera da 235 milioni già finanziata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).
La nuova linea G e il ruolo strategico del viadotto
Il progetto riguarda la futura linea tranviaria G, che collegherà la stazione Termini all’università Tor Vergata, con un percorso lungo 13,3 chilometri e 25 fermate. Oltre al deposito di Centocelle per il rimessaggio di circa 35 veicoli, l’opera prevede la trasformazione della linea ferroviaria Roma–Pantano, da Laziali a Giardinetti, in tranvia urbana. Il tracciato sarà poi prolungato fino all’università, attraversando i municipi I, VI e VII.
Tuttavia, nel novembre 2023, durante la conferenza dei servizi, l’ateneo ha posto dei veti rilevanti. In particolare, è stato ritenuto inaccettabile l’attraversamento a raso dei binari su viale della Sorbona, giudicato pericoloso e inadatto a garantire il passaggio continuo dei mezzi di soccorso.
“Non consente il transito veicolare in regime di deflusso ininterrotto su quella che è la principale via di accesso all’Università e al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata”,
hanno spiegato i rappresentanti dell’ateneo, evidenziando anche problematiche di sicurezza per i pedoni.
Viadotto Sorbona: caratteristiche tecniche
Per evitare lo stop al progetto, Comune di Roma e Università hanno concordato una variante infrastrutturale che prevede la costruzione del Viadotto Sorbona, il cui impalcato sarà lungo 275 metri, con tre pile in cemento armato e un tratto a raso di circa 200 metri. Il ponte permetterà di superare via della Sorbona e riportare il tracciato della tranvia a livello strada all’altezza di via Columbia, sul lato ovest della carreggiata.
Il nuovo tracciato non interesserà più via Carcaricola in modalità promiscua, ma passerà per aree private soggette ad esproprio.
Nuovo nome per la fermata del Policlinico
L’Università ha sollevato un’altra osservazione riguardo alla denominazione della fermata “Policlinico Tor Vergata”, troppo distante dall’ingresso dell’ospedale (circa 900 metri), giudicata fuorviante per gli utenti. Accolta la richiesta, la fermata è stata rinominata “Cambridge–Policlinico di Tor Vergata”.
La pista ciclabile è in bilico
Nel progetto era prevista anche una pista ciclabile parallela alla tranvia, ma le criticità tecniche e le osservazioni dell’ateneo rischiano di compromettere la sua realizzazione. L’attraversamento a raso di via della Sorbona e il secondo attraversamento lungo il corridoio della linea tranviaria creano conflitti progettuali:
“Rendendo incompatibili i due progetti”,
si legge nei documenti.
“Una soluzione – si legge ancora nei progetti – potrebbe essere quella di spostare la pista ciclabile sul lato est di via Columbia, ma l’attraversamento di via della Sorbona rimarrebbe irrisolto”.
Anche su questo punto, l’Università di Tor Vergata ha espresso parere negativo, rimandando ogni decisione a una futura valutazione. Il rischio, dunque, è che la pista ciclabile non venga realizzata, o lo sia in forma parziale e non funzionale.
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