Un’aggressione violenta, maturata per motivi apparentemente futili, si è consumata lo scorso 20 maggio a Centocelle, quartiere nella periferia est di Roma. Un barbiere indiano di 24 anni è stato colpito al collo con delle forbici durante una lite scoppiata nel suo luogo di lavoro in via Filippo Parlatore. L’autore del gesto, un uomo di 29 anni di origine albanese e senza fissa dimora, si era dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.
L’aggressione e la fuga
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la discussione tra i due sarebbe scoppiata improvvisamente, degenerando in una violenta aggressione culminata con il ferimento al collo del giovane barbiere. L’aggressore si sarebbe impossessato di un paio di forbici e avrebbe colpito la vittima, per poi fuggire a piedi. Il 24 maggio, la vittima è stata trasportata in codice rosso al policlinico Umberto I, ma le sue condizioni, pur gravi, non erano tali da metterne in pericolo la vita.
Le indagini e il fermo
I carabinieri si sono messi subito al lavoro per identificare e rintracciare il responsabile, avvalendosi delle testimonianze raccolte e delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona. L’analisi dei dati e degli incroci in banca dati ha permesso di risalire all’identità del sospettato, sul quale già pendevano precedenti penali. Le ricerche si sono concentrate nell’area est della capitale, dove, domenica 25 maggio, il 29enne è stato riconosciuto e fermato mentre si trovava in un parco in via Camillo Prampolini, nel quartiere Collatino.
I precedenti e l’evasione
Le verifiche successive hanno rivelato che l’uomo era evaso dagli arresti domiciliari a Guidonia, dove si trovava per reati legati agli stupefacenti, falso e resistenza a pubblico ufficiale. Il tribunale di sorveglianza di Roma aveva già emesso un ordine di carcerazione lo scorso 18 aprile, a seguito dell’evasione. Con l’accusa di tentato omicidio, l’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e successivamente trasferito nel carcere di Rebibbia, dove è attualmente detenuto. Il fermo è stato convalidato dalle autorità giudiziarie, che hanno disposto la sua permanenza in carcere in attesa di ulteriori sviluppi.
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