Sabato 7 giugno, alle 21.15, si alza il sipario su Il Cinema in Piazza con l’inaugurazione del maxischermo di Monte Ciocci. Il primo film proposto, ‘Palazzina Laf’, segnerà l’inizio di un nuovo ciclo di proiezioni all’aperto, portando con sé temi di grande attualità come il lavoro cattivo e quello che non c’è, in particolare nel settore cinematografico.
La serata vedrà anche un interessante dibattito sui diritti dei lavoratori dell’audiovisivo e sulle difficoltà del cinema italiano odierno.
Il film, diretto e interpretato da Michele Riondino, affronta una storia di conflitto tra lavoratori in una fabbrica, esplorando le dinamiche di sfruttamento e le lotte interne alimentate dalla dirigenza, rappresentata da un personaggio interpretato da Elio Germano. Laf, acronimo di Laminatorio a freddo, è il luogo simbolico in cui, negli anni Novanta, i lavoratori dell’acciaieria Ilva di Taranto venivano confinati dopo aver rifiutato la “novazione” del contratto, che li declassava da amministrativi a operai.
Un dibattito sulle sfide del cinema italiano e le sue difficoltà
Il film di Riondino diventerà il punto di partenza per una discussione più ampia sulla crisi che sta vivendo il cinema in Italia. Le sale cinematografiche storiche in tutta Italia stanno chiudendo o rischiano di essere destinate ad altri usi, mentre il numero di spettatori continua a calare. Gli operatori del settore artistico e tecnico, dal canto loro, si trovano sempre più in difficoltà nel trovare una collocazione stabile.
A condurre il dibattito ci sarà il giornalista e critico Damiano Panattoni, che dialogherà con una serie di esperti del settore. Tra i partecipanti, ci saranno Vanessa Scalera, Saverio Di Biagio (aiuto regista), Cinzia Mascoli (presidente di Artisti 7607), Lorenzo d’Amico de Carvalho (coordinatore nazionale di 100autori), Cinzia Liberati e Ciro Scognamiglio (presidente e vicepresidente di AIARSE), e Dario Indelicato (fondatore di Siamo ai titoli di coda).
La discussione si concentrerà anche su tematiche emerse nelle battaglie recenti legate al Cinema Troisi e alla Fondazione Piccolo America, due realtà che da anni si impegnano per la difesa della cultura cinematografica a Roma e per la sopravvivenza delle sale indipendenti.
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