Un corpo in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato nei boschi di Calcata, in provincia di Viterbo, in una zona particolarmente impervia e difficile da raggiungere. La scoperta è avvenuta grazie alla segnalazione di un cacciatore, che domenica 16 novembre ha contattato il Numero Unico delle Emergenze. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, hanno ipotizzato che il cadavere possa appartenere ad Andrea Gentili, l’83enne scomparso il 26 settembre dopo un pranzo in famiglia.
A confermare la forte probabilità che si tratti proprio dell’anziano disperso, sono stati alcuni elementi visivi: il cadavere indossava una camicia a quadri blu e nera e pantaloni color cachi, compatibili con quelli che Gentili portava al momento della scomparsa. Inoltre, vicino al corpo è stato trovato un cappellino rosso, identico a quello che l’uomo aveva in occasione del pranzo nel ristorante di Calcata.
A parlare del ritrovamento è stato Mauro Caprarelli, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo, durante un intervento a Montecitorio, nell’ambito del convegno dedicato al tema delle persone scomparse. Secondo Caprarelli, le operazioni di recupero del corpo sono state particolarmente complesse, a causa del luogo in cui si trovava la salma: un pendio scosceso con 90 metri di dislivello, a circa 500 metri da un piccolo sentiero.
Le condizioni del terreno e l’assenza di sicurezza sanitaria hanno costretto i soccorritori a rinviare l’intervento al giorno successivo, lunedì mattina. Solo allora è stato possibile procedere con il recupero, grazie all’impiego delle tecniche SAF (Speleo Alpino Fluviali). Le operazioni si sono concluse nel pomeriggio, intorno alle 15:30.
Successivamente, il corpo è stato trasportato all’obitorio di Viterbo, dove è stata eseguita un’autopsia. I risultati completi saranno disponibili entro circa 30 giorni. Al momento, non è stato possibile effettuare un riconoscimento visivo da parte dei familiari, a causa delle condizioni avanzate della decomposizione. Tuttavia, la moglie e la figlia dell’uomo erano presenti durante il ritrovamento.
Solo gli esami del DNA potranno ora confermare con certezza l’identità del cadavere, anche se gli elementi rinvenuti sul posto indirizzano chiaramente verso la pista che porta ad Andrea Gentili.
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