Un’inchiesta condotta dalla procura di Velletri ha portato alla luce un sistema di sfruttamento della prostituzione tra Campo Ascolano, via di Trigoria e la pineta di Ostia. Un uomo italiano di 60 anni e una donna trans peruviana di 70 sono stati arrestati con l’accusa di gestire un’attività illecita basata sul controllo totale delle vittime, impiegate nel sesso a pagamento. L’inchiesta è scattata a seguito della denuncia di una delle vittime, che aveva ricevuto minacce di morte per essersi ribellata alle regole imposte dai due indagati.
Il “business” delle vittime
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il sistema organizzato comprendeva la fornitura di trasporti quotidiani per le donne che esercitavano la prostituzione sul litorale sud di Roma, con un costo fisso di 10 euro a corsa. Inoltre, veniva offerta anche la consegna di pasti caldi direttamente in strada per un costo aggiuntivo di 10 euro al giorno. Questo “pacchetto” obbligatorio permetteva ai due indagati di incassare una quota giornaliera dai guadagni delle vittime, monitorando costantemente le postazioni e gestendo gli spazi di prostituzione.
Le misure cautelari
Sulla base degli accertamenti, il GIP del tribunale di Velletri ha disposto per i due indagati l’obbligo di dimora nel comune di Pomezia, con una prescrizione che impone il divieto di uscire di casa dalle 20:00 alle 07:00, al fine di impedire loro di continuare a gestire l’attività durante le ore notturne.
Un’inchiesta che fa luce su un lato oscuro
Questo caso mette in evidenza l’organizzazione dietro lo sfruttamento della prostituzione, che, pur mascherato da servizi “logistici”, mirava a garantire il controllo e il profitto sulle vittime. Le forze dell’ordine stanno continuando le indagini per identificare altre persone coinvolte in questo sfruttamento.
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