Un 82enne è stato sorpreso dai carabinieri mentre dava fuoco a sterpaglie miste a plastica in un terreno privato nella zona di Cerveteri, in località Furbara. L’incendio, notato dal personale del Nucleo forestale di Civitavecchia, ha immediatamente suscitato l’intervento delle forze dell’ordine. I militari hanno accertato che l’anziano stava bruciando materiali plastici insieme a residui vegetali, dando vita a una combustione illecita di rifiuti.
Le normative sulla combustione dei rifiuti vegetali
I carabinieri hanno sottolineato che la combustione di residui vegetali derivanti da attività agro-silvo-pastorali è consentita dalla normativa, ma solo in specifici limiti e con altre restrizioni per evitare il rischio di incendi. Tale pratica è ammessa solo quando strettamente necessaria per motivi fitosanitari, come la protezione di piante e prodotti vegetali da organismi nocivi. Tuttavia, l’incendio di plastica, che è stato il fulcro dell’illecito, rappresenta un grave pericolo per la salute e l’ambiente, poiché bruciando a basse temperature rilascia nell’aria e nel suolo sostanze altamente tossiche, come diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti e particolato fine.
Le conseguenze per l’ambiente e la salute
I fumi tossici che derivano dalla combustione incontrollata di plastica possono causare gravi irritazioni al sistema respiratorio, agli occhi e alle mucose. Inoltre, le sostanze emesse sono riconosciute come nocive per l’ambiente, mettendo a rischio la qualità dell’aria e del suolo circostanti. Dopo l’intervento, i carabinieri hanno informato la magistratura per i necessari provvedimenti legali. L’uomo rischia una pena di reclusione da 2 a 5 anni, con la possibilità che la pena raggiunga i 6 anni in caso di combustione di rifiuti pericolosi.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.