Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto uno sciopero nazionale per il 18 giugno 2026. A Roma, sono circa 500 i posti a rischio, tra lavoratori diretti e dell’indotto. La protesta si svolgerà in concomitanza con il prossimo incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.
Nel solo punto vendita di Cola di Rienzo, 66 lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore, mentre negli altri due store, San Giovanni e Cinecittà, la cassa integrazione è parziale, quindi a rotazione, e interessa 145 dipendenti.
Le richieste dei sindacati
“Come già durante lo presidio del 25 maggio chiediamo il rispetto degli accordi presi nelle sedi istituzionali da parte dell’azienda, anche con la Regione Lazio” ha dichiarato a Roma Today Priscilla Binda di Uiltucs Roma e Lazio. In particolare, i sindacati chiedono:
- la ricollocazione dei lavoratori di Cola di Rienzo, il cui negozio è stato definitivamente chiuso;
- una diversa organizzazione della cassa integrazione parziale.
Come spiegato da Binda, “il ricorso a questa cassa integrazione sovraccarica i lavoratori, perché l’organizzazione dei presidi ridotta al minimo aumenta il carico di lavoro sui dipendenti”.
Preoccupazioni sul futuro occupazionale
I sindacati temono che “il non corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali si traduca esclusivamente in una riduzione del costo del lavoro senza reinvestimenti concreti per il rilancio dell’azienda”. La cassa integrazione, decisa ad aprile davanti al Ministero del Lavoro, era finalizzata a consentire una ripresa dell’attività produttiva.
Secondo una nota del 22 maggio di Coin, nei prossimi tre anni sono previste nuove aperture con assunzione prioritaria dei lavoratori in Cigs. Tuttavia, il progetto non appare chiaro: “Vorremmo capire come l’azienda stia cercando di gestire questo progetto di ripresa – ha aggiunto Binda – perché per il momento noi non riusciamo a vedere come le chiusure e gli ammortizzatori sociali, oltre a essere un sacrificio per i lavoratori, possano rappresentare un piano di rilancio per l’impresa”.
Dubbi sull’organizzazione aziendale
I sindacati evidenziano contraddizioni: “Ci chiediamo dove stia andando l’azienda, dato che si apre un ammortizzatore sociale in un negozio storico come San Giovanni e se ne chiude uno altrettanto storico come quello di Cola di Rienzo” ha precisato la sindacalista.
Miglioramento delle condizioni dei punti vendita
Non solo turni eccessivi: i negozi di Cinecittà e San Giovanni necessitano di manutenzione. Binda ha spiegato che gli interventi richiesti riguardano condizioni microclimatiche e sistemazioni di parti fisiche dei locali, come scale mobili e porte. Anche questi aspetti saranno oggetto delle rivendicazioni del 18 giugno.
COIN FA CHIAREZZA
Coin S.p.A. interviene sullo sciopero nazionale proclamato per il 18 giugno dalle sigle sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS, ribadendo di stare applicando integralmente gli accordi sottoscritti lo scorso aprile presso il Ministero del Lavoro.
In una nota, l’azienda precisa di aver avviato fin da subito tutte le procedure previste per accompagnare il processo di riorganizzazione, con particolare attenzione ai lavoratori coinvolti nelle chiusure di alcuni punti vendita.
Ricollocamento del personale e politiche attive
Secondo quanto riferito da Coin, sono state messe a disposizione dei dipendenti tutte le posizioni lavorative vacanti, sia a livello locale che nazionale, per favorire il ricollocamento interno del personale interessato.
Parallelamente, l’azienda ha attivato con la Regione Lazio gli strumenti di politiche attive del lavoro per sostenere il reinserimento professionale dei lavoratori del punto vendita di via Cola di Rienzo, a Roma.
Coin sottolinea che circa un terzo dei dipendenti della sede romana è già stato coinvolto in percorsi formativi personalizzati finalizzati a favorire nuove opportunità occupazionali.
Organizzazione del lavoro e sicurezza
L’azienda respinge inoltre le contestazioni relative all’organizzazione del lavoro, affermando di operare nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di orari, turnazioni e carichi di lavoro.
«Coin S.p.A. ribadisce il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro», si legge nella nota, evidenziando come venga garantito un adeguato presidio degli spazi di vendita.
Investimenti nei punti vendita
Un passaggio importante riguarda anche il tema della sicurezza e della manutenzione degli immobili. L’azienda definisce la salute dei lavoratori e la sicurezza degli ambienti di lavoro una priorità assoluta.
Nel corso del 2025 sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione straordinaria e ulteriori opere sono già programmate per il 2026. Il piano prevede investimenti significativi per il ripristino degli impianti e interventi strutturali che interesseranno complessivamente 24 negozi della rete.
Accelerazione del piano di rilancio
Coin conferma inoltre la prosecuzione del piano di risanamento e trasformazione del gruppo, citando alcune recenti operazioni strategiche annunciate nei giorni scorsi.
Tra queste figurano la partnership con il brand Mango e un aumento di capitale da 30 milioni di euro sottoscritto dagli azionisti, iniziative che l’azienda considera segnali concreti della rinnovata attrattività del marchio sul mercato.
Il dialogo con i sindacati
Nella parte conclusiva della comunicazione, Coin auspica il ripristino di relazioni sindacali costruttive e collaborative.
L’azienda ribadisce la convinzione che il confronto con le organizzazioni dei lavoratori rappresenti lo strumento principale per affrontare la fase di ristrutturazione e accompagnare il percorso di rilancio del gruppo.
«Coin S.p.A. continua ad avere fiducia che corrette relazioni sindacali possano essere ristabilite», conclude la nota, sottolineando come il dialogo aperto con le parti sociali resti un elemento centrale per il futuro dell’azienda.
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