Villa Pamphili, il pm ricostruisce il duplice omicidio: chiesto l’ergastolo per Kaufmann

Duplice omicidio di Villa Pamphili, il pm ricostruisce la morte di Anastasia e Andromeda e annuncia la richiesta dell'ergastolo per Francis Kaufmann

Carcere, ergastolo, prigione

Una relazione iniziata con la speranza di costruire un futuro migliore e conclusa con una tragedia che ha sconvolto Roma. Al centro del processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili c’è Francis Kaufmann, cittadino statunitense conosciuto anche con lo pseudonimo di Rexal Ford, accusato della morte della compagna Anastasia Trofimova e della loro bambina Andromeda, di appena undici mesi.

Durante la requisitoria, il pubblico ministero Antonio Verdi ha ricostruito le circostanze che, secondo l’impianto accusatorio, avrebbero portato alla morte delle due vittime. La Procura ha delineato il profilo di un uomo capace di manipolare le persone che gli stavano accanto, costruendo un’immagine di sé distante dalla propria situazione reale.

Per Kaufmann, ritenuto pienamente capace di intendere e di volere, la pubblica accusa ha annunciato la richiesta dell’ergastolo. Una posizione che si fonda sulla ricostruzione investigativa e sulle responsabilità attribuite all’imputato, la cui colpevolezza dovrà essere accertata in sede giudiziaria.

Dall’incontro a Malta alla nascita della piccola Andromeda

La storia tra Anastasia Trofimova e Francis Kaufmann aveva avuto inizio nel 2023, a Malta. La giovane donna, originaria della Siberia, aveva conosciuto l’americano in un periodo in cui immaginava di poter cambiare radicalmente la propria esistenza.

Kaufmann si presentava attraverso l’identità di Rexal Ford, nome d’arte con il quale aspirava a ottenere riconoscimento nel settore cinematografico hollywoodiano. Secondo il pubblico ministero, dietro questa immagine si nascondeva però una realtà molto diversa.

L’accusa ha descritto Kaufmann come un uomo manipolatore, caratterizzato da tratti di narcisismo patologico e privo del talento artistico che sosteneva di possedere. Una rappresentazione che, nella lettura della Procura, avrebbe contribuito a conquistare la fiducia di Anastasia.

Dalla loro relazione era nata Andromeda. L’arrivo della bambina, tuttavia, non aveva impedito il progressivo deterioramento delle condizioni di vita della famiglia.

La donna avrebbe iniziato a comprendere che le prospettive professionali e finanziarie raccontate dal compagno non corrispondevano alla realtà. Quella che inizialmente sembrava un’opportunità di cambiamento si sarebbe trasformata in una situazione di crescente precarietà.

La perdita della casa a Roma e le notti nel parco

Un passaggio centrale della ricostruzione riguarda il periodo trascorso nella Capitale. La coppia aveva soggiornato in un appartamento nella zona di Campo de’ Fiori, nel centro storico di Roma, ma successivamente aveva dovuto lasciare l’abitazione.

Secondo quanto sostenuto dal magistrato, Kaufmann non disponeva delle risorse economiche necessarie per garantire una sistemazione stabile alla compagna e alla figlia.

La famiglia si sarebbe così ritrovata senza una casa, fino a trascorrere le giornate e le notti all’interno di Villa Pamphili, uno dei principali parchi pubblici della Capitale.

La precarietà abitativa rappresenta uno degli elementi attraverso i quali gli inquirenti hanno ricostruito gli ultimi giorni delle vittime. Il progressivo isolamento e l’assenza di una sistemazione avrebbero fatto da sfondo agli eventi sui quali si concentra il procedimento giudiziario.

Il ritrovamento dei corpi il 7 giugno 2025

La mattina del 7 giugno 2025 ha segnato l’inizio delle indagini sul caso. All’interno di Villa Pamphili sono stati scoperti i corpi senza vita di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, che non aveva ancora compiuto un anno.

Nella requisitoria, Antonio Verdi ha richiamato la drammaticità del ritrovamento, soffermandosi soprattutto sulle condizioni della bambina. Il magistrato ha descritto lo sgomento provocato dalla vista di una vittima così piccola, tanto da apparire inizialmente simile a una bambola.

Gli accertamenti della polizia scientifica hanno avuto un ruolo fondamentale nella ricostruzione della scena.

Secondo la Procura, i corpi sarebbero stati privati degli indumenti e la scena sarebbe stata modificata per far apparire l’accaduto come una rapina. Una presunta messinscena che, nell’interpretazione degli investigatori, avrebbe avuto lo scopo di allontanare i sospetti dal responsabile.

La morte di Anastasia e della figlia secondo l’accusa

La ricostruzione temporale illustrata in aula colloca la morte di Anastasia nei giorni precedenti al ritrovamento.

In particolare, secondo il pubblico ministero, il 3 giugno 2025 la donna sarebbe già stata morta, nascosta sotto il telo con il quale il suo corpo sarebbe stato successivamente individuato dagli specialisti della polizia scientifica.

L’ipotesi accusatoria attribuisce a Kaufmann lo strangolamento della compagna. La stessa responsabilità gli viene contestata per la morte della piccola Andromeda.

La Procura ritiene quindi che entrambi i decessi siano riconducibili all’azione dell’imputato, respingendo una ricostruzione alternativa che possa escluderne la responsabilità.

Le modalità dei presunti omicidi e gli interventi effettuati sulla scena costituiscono elementi centrali della requisitoria, attraverso i quali l’accusa intende dimostrare la natura volontaria delle condotte contestate.

Redazione

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