La protesta studentesca si allarga a Roma, dove nuove occupazioni stanno coinvolgendo alcuni dei principali istituti superiori della Capitale. Nella notte tra lunedì e martedì 27 ottobre, gli studenti del liceo Mamiani di viale delle Milizie hanno preso possesso della scuola, dando il via alla mobilitazione con fumogeni, giochi pirotecnici e barricate realizzate con banchi e sedie. Il collettivo autorganizzato ha già predisposto un programma di attività che comprende assemblee, collegamenti con studenti francesi, momenti di socialità e l’attivazione di uno sportello gratuito di sostegno psicologico. Al centro della contestazione ci sono i finanziamenti all’istruzione, le condizioni degli edifici scolastici e le politiche dell’esecutivo.
La mobilitazione ha raggiunto anche l’istituto Croce-Aleramo, dove gli studenti del collettivo Testa e croce hanno occupato la sede di via Sommovigo, denunciando carenze strutturali e ambienti ritenuti inadeguati. Tra le criticità segnalate figurano infiltrazioni di insetti attraverso le tubature dei bagni e la mancanza di spazi sufficienti. Un tentativo di occupazione ha interessato anche la sede di via Bardanzellu, ma la situazione è rientrata nella tarda mattinata. La dirigente scolastica Stefania Forte, pur riconoscendo il diritto alla protesta, ha richiamato gli studenti al rispetto delle regole e della sicurezza, ribadendo la disponibilità al confronto. La preside ha inoltre ricordato che l’occupazione non autorizzata di edifici pubblici può comportare conseguenze giuridiche.
Dalle occupazioni allo sciopero: Roma si prepara a scendere in piazza
Il fronte delle scuole coinvolte continua ad allargarsi, con il Mamiani e il Croce-Aleramo che si aggiungono agli istituti già occupati nei giorni precedenti. Tra questi figurano il Tasso, l’Argan, il Margherita di Savoia, il Von Neumann, il Ripetta, il Plinio Seniore e una sede del Piaget Diaz. Momenti di tensione si sono verificati anche al Giordano Bruno, dopo un tentativo di occupazione. Al liceo Gullace, invece, gli studenti hanno organizzato picchetti davanti alle sedi di piazza dei Cavalieri del lavoro e via Deportati del Quadraro, scegliendo di non impedire l’ingresso a chi intendeva seguire le lezioni. Le iniziative si inseriscono in una contestazione più ampia contro il carovita, la precarietà e la destinazione delle risorse pubbliche.
La mobilitazione punta ora allo sciopero generale di venerdì 30 ottobre, indetto dall’Usb, quando gli studenti romani si preparano a trasferire la protesta dalle scuole alle strade della città. I collettivi dei principali istituti sono impegnati nell’organizzazione di un pre-corteo, mentre proseguono assemblee e iniziative di sensibilizzazione. Al Mamiani gli occupanti hanno motivato la protesta dichiarando: “Di fronte a un governo che taglia i fondi alla scuola in funzione delle guerre, lottare secondo le regole del sistema non basta”. Tra le richieste avanzate figurano maggiori investimenti nell’edilizia scolastica, personale adeguato, supporto psicologico e percorsi di educazione sessuoaffettiva. Una mobilitazione che, dopo giorni di occupazioni, si prepara a una nuova giornata di manifestazioni nella Capitale.
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