La Procura di Roma ha aperto un’indagine su un sistema corruttivo che coinvolge diversi protagonisti e si estende nel Ministero della Difesa, in Sogei Spa e nel Ministero dell’Interno. Sogei, società che realizza progetti di digitalizzazione per le istituzioni, è al centro dell’inchiesta, con 18 persone e 14 società indagate.
I finanzieri del nucleo polizia economica finanziaria hanno condotto numerose perquisizioni nelle ultime ore, delegate dai pm di piazzale Clodio. Gli inquirenti ipotizzano reati di corruzione e turbativa d’asta. Tra i fatti più rilevanti, l’arresto del direttore generale di Sogei, Paolino Iorio, e di un imprenditore, fermati durante uno scambio di denaro di 15mila euro.
Mazzette e contratti milionari
Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe consegnato a Iorio decine di migliaia di euro almeno due volte al mese, in cambio di contratti con Sogei per un valore di cento milioni di euro. Gli incontri tra le parti, secondo quanto trapela dalle indagini, sono stati confermati dalle intercettazioni, rivelando anche contatti tra l’imprenditore e soggetti interni al Ministero della Difesa.
Tra gli indagati compare anche Andrea Stroppa, ritenuto il referente in Italia di Elon Musk, sebbene non siano ancora chiari i suoi coinvolgimenti diretti nell’inchiesta.
Scandalo corruzione, la risposta di Sogei
In merito ai fatti contestati, Sogei ha rilasciato una nota in cui esprime “piena fiducia nella magistratura” e si dichiara estranea ai fatti. L’azienda ha sottolineato che, qualora le accuse fossero confermate, si considererà parte lesa e agirà nelle sedi opportune per tutelarsi.
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