L’istituto penitenziario di Regina Coeli, a Roma, torna al centro delle cronache dopo un periodo di calma apparente. Nella terza sezione, già nota per precedenti episodi di tensione, due agenti della Polizia Penitenziaria sono stati feriti durante il servizio. L’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni critiche della struttura.
Secondo la Fp Cgil Roma e Lazio, l’aggressione è stata causata da un detenuto straniero, convocato per un consiglio di disciplina, che ha lanciato un televisore e poi attaccato violentemente i due agenti. Questi ultimi sono stati soccorsi dai sanitari e hanno ricevuto le cure necessarie. La situazione nelle carceri romane è diventata insostenibile.
Regina Coeli, sovraffollamento e carenze di personale
Il sindacato ha più volte denunciato il grave stato di sovraffollamento e la carenza di personale all’interno dell’istituto. Regina Coeli ospita attualmente 1.160 detenuti, superando di molto la sua capacità massima di 630 posti, con un tasso di sovraffollamento superiore al 150%. Inoltre, mancano oltre 130 unità di Polizia Penitenziaria.
La Polizia Penitenziaria è costretta a lavorare sotto livelli di sicurezza minimi, con turni massacranti e un numero sempre più ridotto di agenti. Il sindacato ha evidenziato la necessità di interventi urgenti da parte dell’esecutivo per migliorare la situazione nelle carceri.
Richiesta di intervento dell’esecutivo
La Fp Cgil ha chiesto che la carenza di organico e il sovraffollamento siano tra le priorità dell’agenda politica, per evitare che episodi come questi si ripetano. Nel frattempo, il sindacato ha espresso solidarietà e vicinanza agli agenti aggrediti, augurando loro una pronta guarigione.
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