Roma capitale del gioco d’azzardo, la città brucia miliardi nel 2024

Roma capitale del gioco d'azzardo: spesi oltre 4 miliardi nel 2024. Caritas denuncia un dramma sociale e chiede un’azione politica incisiva

Gioco d'azzardo

Roma continua a registrare numeri impressionanti legati al gioco d’azzardo, consolidando il triste primato di capitale italiana delle scommesse e del gioco online. Nel primo semestre del 2024, i romani hanno speso oltre 4 miliardi di euro in giochi d’azzardo, un incremento considerevole rispetto agli anni precedenti.

Questa cifra, che include videolottery, scommesse e gioco online, rischia di salire a 8 miliardi entro la fine dell’anno, un record che evidenzia la diffusione sempre più radicata di questa pratica nella Capitale.

La Caritas di Roma, per voce del suo direttore Giustino Trincia, ha nuovamente denunciato gli effetti devastanti del gioco d’azzardo, sottolineando il progressivo spostamento del gioco dai canali fisici a quelli online, che nel 2024 ha già generato circa 2,5 miliardi di euro. Il gioco d’azzardo digitale, secondo Caritas, ha superato ormai le modalità tradizionali, complice la comodità e la facile accessibilità delle piattaforme.

Una crescita allarmante per l’economia e il tessuto sociale

Secondo Trincia, il volume d’affari del gioco d’azzardo rappresenta una “montagna di risorse sottratte all’economia reale”, con effetti disastrosi sulle famiglie. Il gioco promette guadagni facili e veloci, ma nasconde un impatto pesante sulle fasce più fragili della popolazione. La Caritas sottolinea come molte persone finiscano in un vortice di indebitamento, perdendo case, risparmi e aziende, con un numero crescente di giovani che sviluppano dipendenza e problemi di salute mentale legati all’azzardopatia.

A livello nazionale, il gioco d’azzardo ha garantito allo Stato 10,3 miliardi di euro di entrate nel 2023, con un aumento del 22% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, secondo Trincia, l’incremento delle entrate statali non giustifica l’espansione del fenomeno, soprattutto perché a pagare sono le fasce più vulnerabili della popolazione. Per Caritas, questa situazione somiglia a un “gioco al massacro” che va bloccato al più presto, richiamando all’azione politica per un cambio di rotta.

Le richieste della Caritas: fermare il fenomeno con un’azione politica incisiva

Trincia ha paragonato la situazione attuale alla lotta contro il fumo di alcuni decenni fa, quando campagne di sensibilizzazione e leggi restrittive contribuirono a ridurre il numero di fumatori. Per ottenere lo stesso risultato, il direttore di Caritas Roma invita la politica ad agire con una visione lungimirante e coraggiosa, sottolineando che i centri di assistenza per le persone dipendenti dal gioco sono ancora troppo pochi in Italia e insufficenti a fronteggiare la crescente domanda di supporto.

Redazione

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