Droghe alla guida, cambia il Codice della Strada: le novità

Una circolare chiarisce: le sanzioni scattano solo se si guida sotto effetto attivo di stupefacenti

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Con l’invio di una circolare alle Prefetture italiane, i ministeri dell’Interno e della Salute introducono una modifica sostanziale al Codice della Strada. D’ora in poi, per essere considerati in violazione delle norme sulla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, non sarà più sufficiente risultare positivi ai test.

Sarà infatti necessario dimostrare che l’assunzione sia avvenuta poco prima di mettersi alla guida, e che la persona si trovasse in uno stato di alterazione psicofisica effettiva.

Stop alle sanzioni per tracce non recenti

Si tratta di una vera e propria inversione di rotta rispetto alla precedente impostazione normativa, che considerava sanzionabile qualsiasi conducente risultasse positivo, anche in presenza di residui nel sangue risalenti a diversi giorni prima.

Con le nuove direttive, l’accertamento dovrà invece stabilire con chiarezza se la sostanza era ancora attiva nel momento in cui si guidava il veicolo. In sostanza, sarà necessario dimostrare che la persona fosse sotto l’effetto concreto della droga mentre era al volante.

Controlli su strada: ecco come funzionano

Il processo di verifica si svolge direttamente su strada, dove la polizia stradale effettua due tamponi: uno salivare e uno destinato ai laboratori del Sistema Sanitario Nazionale. La valutazione si basa sul risultato combinato di questi due test.

Solo se entrambi confermano la presenza attiva della sostanza, scatteranno le conseguenze previste dalla legge. I prelievi vengono effettuati da personale sanitario qualificato, nominato “ausiliario di polizia”, e sarà il medico incaricato a stabilire la compatibilità tra l’uso della sostanza e la capacità di guida.

Sanzioni solo in caso di condanna e uso attuale

In caso di accertata violazione, la normativa prevede una sanzione economica compresa tra 1.500 e 6.000 euro, accompagnata da una pena detentiva che può variare da sei mesi a un anno.

Alla condanna si aggiunge la sospensione della patente da uno a due anni, e in alcuni casi anche la confisca del veicolo. Se però il mezzo non appartiene al conducente, e quindi non può essere confiscato, la sospensione della patente viene raddoppiata, estendendosi fino a quattro anni.

Redazione

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