Non solo la città, ma anche l’area metropolitana di Roma è stata travolta da una giornata di incendi di proporzioni eccezionali. Il rogo più vasto si è sviluppato a Santa Palomba, dove è andata distrutta la sede della Ceva Logistics, azienda di stoccaggio di materiale elettrico e bobine di rame.
Dalle 15 di domenica, una densa nube nera era visibile in tutto il quadrante sud-est della Capitale. Decine di squadre dei vigili del fuoco provenienti da Pomezia, Velletri, Eur, Marino e Pisana hanno lavorato ininterrottamente fino a tarda notte per circoscrivere e domare l’incendio. Due elicotteri sono stati impiegati per monitorare l’area e per effettuare lanci d’acqua dall’alto.
Le cause del rogo restano da accertare. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, né accidentale né dolosa. I sindaci dei Castelli Romani hanno invitato i residenti a mantenere finestre chiuse fino alla completa bonifica dell’area. «La situazione è in aggiornamento – si legge in una nota del Comune di Albano – e proseguiranno le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza».
Cerveteri, emergenza senza precedenti: “Un attacco premeditato”
Un altro maxi incendio si è sviluppato a Cerveteri, dove le fiamme hanno lambito il centro storico. La sindaca Elena Gubetti ha parlato di una situazione drammatica: «La nostra città sta affrontando una gravissima emergenza incendiaria, come mai accaduto prima. Le fiamme sono arrivate con violenza fino al cuore di Cerveteri».
Il fumo acre è rimasto nell’aria per ore. Nonostante quasi tutti i focolai siano stati domati entro la sera, due giovani vigili del fuoco sono rimasti feriti e soccorsi, uno in eliambulanza e l’altro in ambulanza. «Sono sotto osservazione e in ossigenoterapia, ma fortunatamente le condizioni stanno migliorando», ha precisato Gubetti.
Incendi appiccati in più punti: “Regia criminale dietro al rogo”
Secondo la sindaca di Cerveteri, l’origine dell’incendio sarebbe dolosa: «Non si tratta di un evento accidentale. Dietro quanto accaduto c’è una strategia criminale, con focolai innescati contemporaneamente in zone diverse: via del Sasso, via del Lavatore, via dell’Infernaccio e via della Tomba. Un atto vile, pensato per destabilizzare e colpire la comunità».
Le fiamme hanno costretto decine di squadre di vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari – arrivati anche da Roma e dai comuni limitrofi – a dividersi per contenere i fronti, aumentando la complessità dell’intervento.
Responsabilità dei privati e annunci di sanzioni
Oltre alla mano criminale, la sindaca ha richiamato l’attenzione sulla mancata manutenzione dei terreni privati: «Il fuoco si è propagato anche a causa di fondi incolti e non messi in sicurezza, nonostante l’ordinanza comunale firmata quest’anno. Verranno presi provvedimenti severi contro i proprietari inadempienti, che hanno aggravato l’emergenza con la loro negligenza».
La giornata di incendi rimane tra le più gravi emergenze recenti nella provincia di Roma, mentre continuano le indagini per individuare i responsabili di quanto accaduto.
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