Agguato al dirigente Rapisarda, arrestato il mandante: rancori legati al lavoro

Il provveditore alle opere pubbliche colpito a bastonate nell’atrio di un palazzo. Fermato un ex collega con 126mila euro in contanti, di cui 9mila falsi

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È stato arrestato il presunto mandante del violento agguato subito lo scorso ottobre da Federico Vittorio Rapisarda, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e provveditore alle opere pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna. L’uomo, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe commissionato l’aggressione per vendetta professionale, dopo essere stato ridimensionato nelle sue mansioni all’interno della segreteria del provveditorato.

L’arresto è avvenuto mercoledì 16 luglio. Il fermato è stato accompagnato nel carcere di Regina Coeli e dovrà rispondere di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e rapina aggravata. Le accuse si riferiscono all’aggressione avvenuta il 24 ottobre 2024, in pieno centro a Roma, nell’atrio di un palazzo nei pressi di piazza di Spagna, dove Rapisarda fu brutalmente colpito a bastonate da un uomo con il volto coperto da una mascherina.

L’aggressore materiale, Giancarlo Santagati, 55 anni, fu arrestato pochi giorni dopo. Ora le indagini hanno portato a identificare il presunto mandante, un ex collaboratore di Rapisarda, che avrebbe fornito informazioni dettagliate al suo compaesano e vecchio amico, incaricandolo dell’attacco. Il movente, secondo gli investigatori, sarebbe legato a frizioni interne all’ufficio e a un presunto declassamento professionale subito dall’indagato.

Oltre ai reati legati all’aggressione, l’uomo è accusato anche di ricettazione, dopo che durante le perquisizioni è stato trovato in possesso di ingenti somme di denaro contante: 80mila euro in banconote di piccolo taglio, nascosti nel bagagliaio della sua auto sportiva, privi di giustificazioni compatibili con i suoi redditi. Nell’ultima perquisizione, effettuata nelle scorse ore, sono stati scoperti altri 46mila euro, di cui 9mila sospettati di essere falsi. Le banconote sono ora al vaglio delle autorità competenti per verificarne la provenienza.

Redazione

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