Addio a Romano Forleo, il medico che rivoluzionò la nascita in Italia

Innovazione, empatia e visione: il lascito di un pioniere della ginecologia

romano forleo

Si è spento nella notte, all’età di 92 anni, Romano Forleo, tra i fondatori e primo responsabile del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli, sull’Isola Tiberina. La sua avventura professionale cominciò il 26 settembre di 51 anni fa, quando quel reparto divenne il punto di riferimento più importante del Paese.

Per decenni, il Fatebenefratelli non fu solo il luogo in cui nascevano ogni anno oltre 4.500 bambini, ma anche la culla di un approccio innovativo alla maternità: dalla presenza del padre in sala parto, alla nascita naturale, fino al rooming-in, che sostituì il tradizionale nido per permettere al neonato di restare accanto alla madre sin dal primo istante.

Un maestro di professionalità e umanità

È stato un visionario e un grande innovatore grazie alle altissime capacità professionali, alla sua umanità, all’eclettismo”, ricorda Elio Cirese, suo storico collaboratore fino al 1990, poi primario al San Pietro e, dal 2000 al 2013, successore di Forleo alla guida del reparto.

Gli fa eco Maria Grazia Pellegrini, coordinatrice delle ostetriche per 25 anni: “Con lui ho avuto un rapporto di collaborazione strettissimo dal 1977: insieme abbiamo costruito pezzi cruciali della cura e dell’assistenza alla gestante, al nascituro e alle loro famiglie, dalla prevenzione dei tumori femminili al contrasto della depressione post partum, dal parto naturale all’assistenza del papà anche durante i pochi tagli cesarei che si praticavano”.

Una leadership che sapeva valorizzare tutti

Con la sua managerialità speciale e un’umanità a tutto sesto”, commentano Pellegrini e Cirese, “Forleo riusciva a intuire e valorizzare le capacità di ognuno e dell’intera squadra”.

Pellegrini è stata accanto al suo “maestro” fino alla fine: “Anche nelle sue ultime ore, ha avuto la forza di regalarci il suo sorriso; lo stesso che mi accompagnerà sempre”.

Un’eredità che continua a vivere

Ex boy scout, Forleo aveva fatto suo il motto “Estote parati” – siate pronti – e lo portò con sé fino all’ultimo respiro, affrontando anche l’ultimo viaggio “senza perdere la progettualità, il calore umano, l’empatia”.

Ancora freschi di laurea”, ricorda la ginecologa Maria Alberta Berti, “in molti ci iscrivemmo subito al suo corso quadriennale di Ostetricia e Ginecologia, affascinati dal nuovo modo di concepire e praticare la professione: erano gli anni Ottanta e ancora in tanti speravamo di cambiare la vita in meglio sin dalla nascita. Ricorderemo Forleo come un uomo dal cuore grande, un professionista speciale capace di organizzare e gestire strutture e situazioni complesse con la semplicità di un buon padre di famiglia”.

Forleo – conclude Berti – ha saputo anticipare e rispondere alle esigenze delle donne e del nascituro come nessun altro aveva fatto prima”.

Redazione

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