Delitto di Villa Pamphili: Francis Kaufmann resta in silenzio davanti al gip

L’americano si è avvalso della facoltà di non rispondere anche nel secondo interrogatorio. Accuse pesanti: duplice omicidio e occultamento di cadavere

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Francis Kaufmann, il cittadino statunitense accusato del duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, ha nuovamente scelto il silenzio durante l’interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Rebibbia, dove è attualmente detenuto. L’uomo, noto anche con l’identità fittizia di Rexal Ford, è stato recentemente estradato dalla Grecia e sottoposto a una nuova ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di omicidio aggravato plurimo e occultamento di cadavere.

Durante l’udienza, l’indagato si è limitato a una dichiarazione spontanea, affermando: “Non ho ucciso nessuno”, senza però fornire ulteriori spiegazioni o sottoporsi all’interrogatorio da parte del giudice per le indagini preliminari. È la seconda volta che Kaufmann si avvale della facoltà di non rispondere.

Il contesto del caso

I corpi di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda vennero rinvenuti a giugno nel parco di Villa Pamphili, a Roma, a circa 200 metri di distanza l’uno dall’altro. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla procura capitolina, Kaufmann e Trofimova si sarebbero conosciuti a Malta, dove la giovane donna, originaria della Siberia, si era trasferita per studiare l’inglese. Da lì sarebbe iniziata una relazione poi sfociata in un tragico epilogo.

La posizione della procura

La gravità degli indizi raccolti finora e la ricostruzione dettagliata degli eventi hanno spinto la procura di Roma verso la richiesta di giudizio immediato, bypassando così l’udienza preliminare. Gli inquirenti ritengono che vi siano prove sufficienti per sostenere l’accusa in tribunale.

Al centro dell’inchiesta, anche il ruolo svolto da Kaufmann nell’occultamento dei cadaveri. Le modalità del ritrovamento, con le due vittime adagiate a breve distanza l’una dall’altra, rafforzano secondo gli investigatori il quadro accusatorio. L’uomo, dopo i fatti, si era reso irreperibile, venendo poi rintracciato e arrestato in Grecia, da dove è stato successivamente estradato.

Redazione

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