Azzardo e mafia: nel Lazio è emergenza sociale

Boom di scommesse, usura e infiltrazioni criminali dietro il business del gioco. Un giro d’affari miliardario nel silenzio delle istituzioni

azzardo

Nel Lazio è allarme rosso per il gioco d’azzardo, con un’escalation che preoccupa tanto per la dipendenza patologica quanto per il rischio concreto di infiltrazioni mafiose. A lanciare l’allarme è l’associazione Libera, che ha diffuso un dossier basato sulle relazioni della Direzione nazionale Antimafia e della Dia degli ultimi quattro anni.

I numeri sono eloquenti: nella regione si contano almeno 350mila giocatori patologici, esposti al pericolo dell’usura e del controllo mafioso. Roma guida la classifica nazionale del settore: solo nel 2024 i cittadini della Capitale hanno speso 8 miliardi e 330 milioni in scommesse, slot e giochi, con un incremento del 7,1% rispetto all’anno precedente.

Slot, scommesse online e mafia: il mix esplosivo

Il dossier fotografa un quadro regionale allarmante, con una spesa complessiva di 16 miliardi e 668 milioni nel 2024. Di questi, 6 miliardi e 489 milioni sono stati destinati al gioco fisico – come slot machine e gratta e vinci – mentre le scommesse online hanno superato i 10 miliardi di euro. In media, ogni abitante del Lazio spende 2.919 euro l’anno per giocare d’azzardo.

“Davanti a questo scenario lo Stato sembra guardare ai proventi che incassa grazie alle tasse sul gioco – spiega Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – soldi che solo in minima parte vengono reinvestiti in percorsi di prevenzione, terapia e reinserimento. C’è una grave contraddizione etica in tutto questo”.

I clan puntano sul gioco, affari con pochi rischi e profitti record

Secondo le relazioni delle autorità antimafia, il Lazio è la quarta regione italiana per presenza mafiosa nel settore dell’azzardo, con 24 gruppi criminali censiti tra scommesse clandestine, videopoker e slot. A Roma operano mafie albanesi e clan storici come i Fasciani, Spada, Moccia, Senese e Casamonica.

“Un euro investito nel narcotraffico produce profitti per 6-7 euro – ha dichiarato il generale della Guardia di Finanza Nicola Altiero, vicedirettore operativo della Dia – ma nell’azzardo i guadagni salgono a 8-9 euro, con rischi molto inferiori”. Un business perfetto, insomma, per chi cerca profitto facile e controllo del territorio.

Redazione

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