Una tragedia sfiorata ai Fori Imperiali di Roma. Domenica pomeriggio, un pino è crollato improvvisamente lungo la via, travolgendo tre persone: una ragazza di 17 anni e due cittadini stranieri di 34 e 42 anni. Fortunatamente, i feriti non sono gravi e sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in ospedale in codice giallo. Nonostante la paura, il bilancio della tragedia non è stato tragico, ma l’incidente ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza degli alberi in città.
Il crollo di questo pino è il terzo in pochi giorni nella stessa area, dopo i crolli dell’8 gennaio e del 4 gennaio. In seguito all’incidente, la strada è stata chiusa al traffico e ai pedoni, da largo Corrado Ricci a piazza Venezia, per consentire le operazioni di verifica da parte degli organi competenti sulla sicurezza delle alberature della zona.
Il Campidoglio ha spiegato che l’albero coinvolto era stato monitorato a settembre 2025, ritenuto in buone condizioni vegetative, con una chioma rigogliosa e classificato in classe B per la propensione al cedimento. Tuttavia, l’eccessivo inzuppamento del terreno causato dalle piogge recenti sembra aver compromesso la stabilità dell’albero, insieme agli interventi precedenti per la realizzazione di solette in cemento armato che avevano compromesso parzialmente le radici.
Sabrina Alfonsi, assessora all’agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, ha espresso preoccupazione per l’età avanzata degli alberi e il rischio crescente per la pubblica incolumità. Ha sottolineato che, in particolare per i pini di età avanzata, anche i controlli con esito positivo potrebbero nascondere rischi significativi. Alfonsi ha annunciato un incontro con i tecnici e il mondo scientifico per studiare come migliorare i controlli e pianificare la sostituzione delle alberature più vecchie.
Le opposizioni, tuttavia, criticano la gestione del patrimonio arboreo, sostenendo che il problema risieda non tanto negli alberi stessi, ma nella manutenzione inadeguata, nelle potature scorrette e nella progettazione del suolo urbano che non ha garantito la stabilità delle radici.
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