A inizio marzo, l’istituto magistrale statale “Gelasio Caetani” di viale Mazzini ha informato la comunità scolastica della presenza di un caso di scabbia. Con una circolare indirizzata a docenti, famiglie e personale tecnico-amministrativo, la scuola ha comunicato le misure preventive raccomandate dalla ASL Roma 1, competente per il territorio, tra cui la disinfezione quotidiana delle superfici, il distanziamento degli appendiabiti e il lavaggio ad alte temperature degli oggetti in tessuto.
Pochi giorni prima, un altro caso era stato segnalato dall’ASL Roma 2 all’istituto comprensivo Raffaello, in via Capograssi 23, con invito alle famiglie a monitorare eventuali lesioni cutanee e a rivolgersi tempestivamente ai medici per una visita di controllo. Anche alla fine di gennaio si sono verificati due casi all’istituto comprensivo di Tolfa, uno nella scuola primaria e uno nella secondaria di primo grado, che hanno portato a una circolare alle famiglie per sollecitare controlli sanitari.
L’allarme per la Regione Lazio
L’aumento dei casi di scabbia non riguarda solo Roma, ma tutta la Regione Lazio. Nel 2024, si è registrato un incremento del 750% dei casi rispetto al periodo pre-Covid, soprattutto in scuole, ospedali e strutture di lunga degenza. L’Istituto Spallanzani ha registrato un significativo aumento dei focolai dal 2020 al 2023, e anche l’Ospedale Bambino Gesù ha curato 103 minori per scabbia nel 2024, con un aumento del 45% rispetto all’anno precedente. Questi casi riguardano principalmente le scuole romane, come confermato anche dal Liceo Artistico e Linguistico Pablo Picasso di Anzio, che ha segnalato dei focolai nell’istituto.
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