Lo sciopero nazionale di venerdì 27 marzo 2026 coinvolgerà contemporaneamente trasporto pubblico, scuola e stampa, con possibili disagi in diverse città italiane.
Si tratta di una giornata di mobilitazione ampia, che interesserà milioni di cittadini tra pendolari, studenti e lettori.
Sciopero nei trasporti: orari e città coinvolte
Nel settore del trasporto pubblico locale sono previste diverse agitazioni. A Milano, i lavoratori di ATM si fermeranno per 24 ore, con possibili disagi soprattutto nelle fasce 8.45-15 e 18-fine servizio.
Stop anche in altre città:
- Monza e Brianza (NET): dalle 9:00 alle 11:50 e dalle 14:50 a fine turno
- Napoli (EAV): dalle 19 alle 23
- Novara (SUN): dalle 17:30 alle 21:30
- Torino (Arriva Italia): dalle 16 a fine servizio
Alla base della protesta, in particolare a Milano, ci sono contestazioni su privatizzazioni, appalti e sicurezza dei lavoratori, oltre a richieste salariali e contrattuali.
Lo sciopero della scuola e le richieste
Anche il comparto istruzione e ricerca si fermerà per l’intera giornata su iniziativa del sindacato SISA.
Lo sciopero coinvolgerà docenti, dirigenti e personale ATA. Tra le principali richieste:
- aumento degli stipendi del 20%
- stabilizzazione dei precari
- introduzione di un ruolo unico per i docenti
- riforme su pensionamento e concorsi
I sindacati denunciano una perdita di potere d’acquisto e condizioni di lavoro sempre più difficili.
Sciopero dei giornalisti: due giornate di protesta
Anche il mondo dell’informazione si fermerà: la FNSI ha proclamato due giornate di sciopero, il 27 marzo e il 16 aprile.
“Dignità” è la parola chiave della mobilitazione: i giornalisti denunciano un contratto fermo da 10 anni e stipendi erosi dall’inflazione.
Dura la replica della FIEG, che parla di un contratto non più sostenibile e chiede una riforma del sistema per favorire competitività e nuove assunzioni.
Una giornata di mobilitazione diffusa
Il 27 marzo si preannuncia quindi come una giornata complessa, con servizi ridotti, scuole a rischio e informazione in sciopero.
Una mobilitazione trasversale che mette al centro lavoro, diritti e condizioni economiche, con impatti concreti sulla vita quotidiana dei cittadini.
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