La notte tra il 30 e il 31 maggio 2025 doveva essere un momento di celebrazione per una giovane ragazza di 20 anni, che insieme ai suoi amici stava festeggiando la storica promozione in Serie C del Bra. Ma quella notte si è trasformata in un incubo di violenza sessuale e psicologica, che ora si sta consumando in un’aula di tribunale. Tre calciatori dell’AC Bra, infatti, sono accusati di aver abusato della giovane, con il sostituto procuratore Davide Greco che ha formulato le accuse.
I nomi dei protagonisti di questa vicenda sono Fausto Perseu, 22enne romano, Alessio Rosa, 22enne romano di Tivoli, e Christ Jesus Mawete, 20enne di Mondovì. L’inchiesta ha portato alla richiesta di udienza preliminare con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Alessio Rosa, inoltre, dovrà rispondere anche dell’accusa di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti.
La ricostruzione della vicenda
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto sarebbe iniziato in un bar, dove il gruppo di calciatori ha incontrato la ragazza. Nonostante il luogo fosse pubblico, i tre giovani hanno iniziato a circondare la giovane, mettendo in atto i primi abusi. Gli atti d’accusa descrivono la violenza come una “rapida azione” che ha visto la ragazza subire i primi palpeggiamenti nelle parti intime già all’interno del locale.
Il “no” ignorato
La situazione si è poi spostata nell’abitazione di Fausto Perseu. La 20enne aveva espresso chiaramente una condizione: “intendeva avere rapporti sessuali solamente con lui e non con altri”. Questo consenso selettivo è stato completamente ignorato. Secondo l’accusa, i calciatori avrebbero abusato della sua condizione di inferiorità psicologica e fisica dovuta all’alcol, inducendola a subire atti sessuali di gruppo. La violenza è cessata solo quando i ragazzi sono venuti a sapere che le amiche della giovane stavano allertando i carabinieri.
La violenza diventa virale
Uno degli accusati, Alessio Rosa, è accusato anche di aver ripreso con il proprio telefono cellulare le immagini e i video degli abusi, utilizzando contenuti sessualmente espliciti che ritraevano i tre calciatori e la ragazza. Questi file, realizzati senza alcun consenso, non sono rimasti nel suo telefono, ma sono stati inviati su un gruppo WhatsApp. Per questo, a Rosa è contestata l’aggravante di aver agito con strumenti telematici ai danni di una persona in condizioni di inferiorità .
Le indagini
La giovane, il giorno successivo, si è recata all’ospedale Sant’Anna di Torino, dove sono state avviate le indagini da parte della polizia giudiziaria della procura di Asti. Nel frattempo, i legali dei tre calciatori hanno formalizzato la richiesta di rito abbreviato e i giovani hanno chiesto di essere interrogati.
La posizione del Bra
L’AC Bra ha preso posizione con una nota ufficiale, esprimendo il suo “assoluto stupore” per quanto accaduto. La società ha sottolineato la sua estraneità alla vicenda e ha dichiarato di riservarsi “ogni opportuna iniziativa” a tutela della propria immagine e reputazione. L’associazione ha inoltre ribadito il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità , prendendo le distanze da comportamenti che, se accertati, meritano “la più ferma condanna”.
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