A Roma è partita la lotta contro la sosta selvaggia di biciclette e monopattini elettrici in sharing, spesso lasciati in maniera disordinata sui marciapiedi, strisce pedonali e in altre zone non idonee. Il Campidoglio ha avviato il progetto per la creazione di 31 aree dedicate al parcheggio di questi mezzi, che sono sempre più presenti per le strade della Capitale, sia nel centro storico che nelle periferie.
L’iniziativa è stata avviata nella notte e prevede la segnalazione di stalli specifici dove sarà possibile parcheggiare biciclette, monopattini e altri mezzi in sharing. L’assessore ai Trasporti e alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha dichiarato: “Stiamo posizionando in tutta la città i nuovi stalli dedicati e le no-parking e no-transit area, zone dove non è consentito né parcheggiare né transitare con questi mezzi”. L’obiettivo è quello di rendere più ordinato e funzionale l’uso della mobilità condivisa, con meno auto e più attenzione allo spazio urbano.
A breve, infatti, sarà pubblicato il bando triennale per i servizi di sharing a Roma, che permetterà a vecchi e nuovi operatori di posizionare i propri mezzi (biciclette, monopattini, motocicli e auto) in città. Tuttavia, le nuove regole stabiliranno delle modalità più rigide per la gestione e il parcheggio di questi veicoli. Al momento, gli stalli dedicati sono solo indicativi, e il parcheggio al di fuori delle aree contrassegnate non comporterà sanzioni, ma l’intento è quello di indirizzare i cittadini, residenti e turisti, a una gestione più ordinata dei mezzi.
La visione dell’assessore Patanè
L’assessore Patanè ha parlato di una vera e propria evoluzione del sistema di mobilità condivisa a Roma: “Abbiamo percorso una strada precisa”, ha detto. La prima fase è stata quella della scoperta da parte dei romani dei monopattini e delle bici in sharing, che hanno iniziato a essere utilizzati soprattutto da turisti e giovani nel weekend. La seconda fase, ha spiegato Patanè, ha riguardato la regolazione del settore, con l’introduzione di regole più chiare e la riduzione a soli tre operatori. “La micro-sharing mobility non è più un giocattolo per turisti nei weekend, ma un vero e proprio trasporto urbano“, ha aggiunto l’assessore.
Un altro passo importante è stato l’introduzione di microaree per la gestione dei mezzi in sharing, con il numero massimo di dispositivi per zona e l’obbligo per gli operatori di riposizionare i mezzi ogni ora. Il sistema è stato integrato anche con il trasporto pubblico locale, dove i titolari della tessera Metrebus possono utilizzare i mezzi in sharing gratuitamente. “Il picco d’uso, prima concentrato nel fine settimana, oggi si è spostato durante i giorni feriali, segno che i romani hanno integrato questi mezzi nella loro mobilità quotidiana”, ha concluso Patanè.
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