Giovedì 23 aprile, la giornata nel carcere romano di Rebibbia è iniziata con un tragico suicidio. Un detenuto, impiegato nel lavoro all’interno del penitenziario, si è tolto la vita per impiccagione nel reparto G11. Nonostante il tempestivo intervento del personale di polizia penitenziaria, che ha cercato con dedizione di salvargli la vita, l’esito è stato fatale. Il sindacato Osapp ha definito la tragedia un “fatto annunciato”, evidenziando l’emergenza psicologica all’interno delle carceri.
La rivolta scatenata dai detenuti
Poco dopo, la situazione è degenerata ulteriormente: nella serata del 23 aprile, circa 21:30, un gruppo di detenuti di nazionalità magrebina ha dato inizio a una rivolta nella sezione C del piano terra del G11. Usando una branda come ariete, i detenuti hanno forzato il cancello della loro cella e incendiato dei materassi, creando una situazione di estremo pericolo. Solo grazie al coraggio e alla prontezza del personale penitenziario, è stato evitato il peggio, sia per l’integrità dell’istituto che per la sicurezza delle persone presenti.
Il sovraffollamento e la carenza di personale
Il sindacato Osapp ha sottolineato che la situazione di Rebibbia è ulteriormente complicata dal sovraffollamento cronico, con circa 1.700 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.100 unità . Inoltre, c’è una grave carenza di personale di polizia penitenziaria, mancando ben 200 unità . Questo sovraffollamento, unito alla gestione dei detenuti sottoposti a sorveglianza intensiva, ha creato una pressione insostenibile per gli agenti, costretti a turni massacranti e a un carico di responsabilità ben oltre i limiti normativi.
Le denunce del sindacato Osapp
Osapp denuncia ormai da tempo il fallimento gestionale e l’inefficienza della direzione dell’amministrazione penitenziaria, parlando di una “débandade gestionale” che sta mettendo a rischio la sicurezza e il benessere dei detenuti e del personale. Il sindacato chiede interventi urgenti per alleviare la situazione di stress che sta minando la stabilità del carcere e la sicurezza delle persone.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.