Un’organizzazione criminale gestiva un flusso di auto di lusso, principalmente Maserati e Audi, che venivano noleggiate e poi reimmatricolate con documenti falsi, grazie alla complicità di agenzie di disbrigo pratiche. Le auto venivano quindi vendute a concessionarie, che non sospettavano la frode, con guadagni illeciti che superavano la cifra di 1,4 milioni di euro. Il capo della banda è già stato condannato a 8 anni di carcere, ma altre venti persone sono coinvolte in questo schema fraudolento che operava anche a livello nazionale, da Palermo a Roma.
Vittime e recupero di mezzi: settanta persone coinvolte
Settanta vittime hanno scelto di costituirsi parte civile nel processo, e le indagini hanno portato al recupero di un’auto trafugata, ritrovata in Germania grazie alla collaborazione con la polizia tedesca. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno confermato l’esistenza della rete criminale, e ora la Guardia di Finanza ha richiesto il rinvio a giudizio per le venti persone accusate di vari reati, tra cui falsificazione di documenti, autoriciclaggio e appropriazione indebita.
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