Un incubo di circa un’ora quello vissuto da una donna di 49 anni a Roma, nel Quartiere africano, dove è stata sequestrata e violentata dal titolare di un bar. I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 29 maggio 2025. La vittima, una donna romana, si è rifugiata nel locale dopo aver accusato un malore mentre tornava a casa. Decisa a chiedere un bicchiere d’acqua per ristorarsi dal caldo, si è ritrovata in un’oscura trappola.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna, appena entrata nel bar, è stata avvicinata dal titolare che si è offerto di accompagnarla in bagno. Tuttavia, invece di condurla al servizio, l’ha trasportata nel seminterrato del locale, adibito a cantina, dove ha costretto la donna a sdraiarsi su una branda e ha consumato la violenza. La situazione è stata drammatica: la donna, dopo un lungo momento di angoscia, è riuscita a divincolarsi e a scappare, correndo per le strade circostanti e dando l’allarme.
I carabinieri sono intervenuti prontamente e hanno trovato la donna in forte stato di shock. Dopo averla ascoltata, le forze dell’ordine hanno avviato le indagini e, poco dopo, hanno arrestato il giovane 29enne romano, titolare del bar.
Il tribunale di Roma, dopo aver esaminato il caso, ha condannato l’uomo a sei anni di reclusione per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. La condanna arriva come giustizia per la vittima che ha vissuto un’esperienza traumatica, ma anche come segnale importante di lotta contro la violenza di genere.
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