La rete criminale operava tra Anzio e Nettuno e, nell’arco di tre anni, ha causato danni a circa 1600 persone. Il gruppo utilizzava due metodi principali per sottrarre denaro. Il primo consisteva nello svuotamento di carte di credito clonate tramite 43 apparati pos formalmente intestati a 29 strutture ricettive inesistenti, permettendo il transito di fondi illeciti su conti apparentemente legati al settore turistico. Il secondo schema era rivolto direttamente agli utenti: venivano pubblicizzati sui social network annunci per case vacanze completamente inesistenti. Le vittime, attirate da offerte vantaggiose, versavano caparre o saldi tramite bonifici o ricariche Postepay, perdendo ogni contatto con i falsi proprietari.
Il riciclaggio del denaro
Il giro d’affari complessivo, stimato in circa 575 mila euro, veniva ripulito tramite una rete di 15 prestanome. I fondi transitavano su 38 conti correnti diversi prima di essere prelevati in contanti e reinvestiti in beni di lusso, veicoli e gioielli, anche all’estero. L’ordinanza del gip di Velletri ha stabilito diversi livelli di responsabilità : tre persone sono finite in carcere, tra cui due italiani e un cittadino bielorusso; un italiano e un polacco ai domiciliari; altre sei persone sottoposte all’obbligo di dimora e ulteriori sei con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Indagini e impatto sul mercato
Oltre agli arresti, sono state effettuate numerose perquisizioni domiciliari per ricostruire l’intero organigramma del gruppo. Gli investigatori hanno sottolineato come l’attività criminale non abbia solo danneggiato i consumatori, ma abbia anche alterato il mercato turistico locale, penalizzando gravemente gli operatori del settore che operano regolarmente sul territorio.
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