Una truffa telefonica di enorme entità ha colpito una 66enne residente nella zona di Camilluccia, a Roma, con un danno stimato di circa 3,5 milioni di euro. I responsabili si sono spacciati per agenti della Polizia di Stato, riuscendo a sottrarre alla vittima gioielli, contanti e valute estere.
I fatti risalgono al 21 aprile: i truffatori, alterando il numero di telefono per far apparire la chiamata come proveniente dalla questura, hanno comunicato alla donna di essere coinvolta in un’indagine per una rapina in gioielleria, condotta con l’auto del padre defunto. Per rendere credibile la storia, le hanno inviato tramite WhatsApp una documentazione giudiziaria falsificata, indicandola come indagata. Sotto la minaccia di presunte investigazioni, le hanno imposto di non parlare con il marito, prospettando l’intervento di un sedicente “perito del tribunale” per verificare gioielli e altri valori.
Sotto choc, la donna ha consegnato ai malfattori: una scatola di gioielli, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa con ulteriori preziosi prelevata da una cassetta di sicurezza.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione Roma Salaria, con il supporto del Nucleo operativo della Compagnia di Napoli Bagnoli. Grazie a rilievi scientifici, è stata isolata un’impronta digitale sul veicolo della vittima. Gli accertamenti del Ris di Roma hanno permesso di identificare il responsabile, un 22enne rintracciato a Napoli, confermato anche tramite riconoscimento fotografico.
Su richiesta della Procura, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare: il giovane è stato arrestato e trasferito al carcere di Napoli Poggioreale. Le indagini continuano per individuare eventuali complici coinvolti nel colpo.
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