Per molto tempo le lenti multifocali sono state accompagnate da convinzioni diffuse come “non funzionano” oppure “richiedono un adattamento troppo complicato”. Oggi, però, il panorama dell’ottica è profondamente cambiato e le innovazioni tecnologiche stanno trasformando il rapporto delle persone con la qualità della visione.
A raccontare questa evoluzione è Gabriele Guida, optometrista e riferimento de La Filottica di Roma, realtà specializzata in soluzioni visive personalizzate e benessere della vista.
“L’idea che le multifocali non siano efficaci deriva soprattutto da esperienze legate a tecnologie ormai superate”, spiega Gabriele Guida. “Negli ultimi anni la progettazione delle lenti è cambiata radicalmente. Oggi non si considera soltanto il difetto visivo, ma anche il modo in cui la persona utilizza la vista durante la giornata e il modo in cui il cervello interpreta le informazioni visive.”
Lenti multifocali sempre più personalizzate
Le multifocali permettono di ottenere una visione nitida alle diverse distanze — da vicino, da lontano e nelle distanze intermedie — utilizzando un solo occhiale. Una necessità sempre più comune in un contesto in cui smartphone, monitor e dispositivi digitali occupano gran parte della giornata.
Secondo Guida, la vera rivoluzione riguarda la capacità di personalizzare le lenti in base alle caratteristiche della persona.
“Oggi le multifocali vengono sviluppate quasi come un abito su misura”, osserva. “Entrano in gioco diversi fattori: il lavoro svolto, le posture abituali, il tipo di montatura, le distanze utilizzate più frequentemente e le abitudini quotidiane. Tutti elementi che consentono di realizzare una soluzione molto più precisa e confortevole.”
A favorire questa evoluzione sono anche l’intelligenza artificiale e le neuroscienze applicate al settore ottico.
“L’AI aiuta ad analizzare una grande quantità di dati per progettare lenti sempre più performanti”, aggiunge Guida. “Le neuroscienze invece permettono di comprendere meglio il carico neurocognitivo legato alla visione, cioè lo sforzo che il cervello compie per adattarsi alle immagini. Ridurre questo carico significa offrire una visione più fluida e meno stancante.”
Un falso mito difficile da superare
Tra i dubbi più frequenti c’è ancora quello legato alla difficoltà di adattamento. Ma secondo gli specialisti del settore si tratta ormai di una convinzione superata.
“Molte persone arrivano ancora con il timore di non riuscire ad abituarsi alle multifocali”, racconta Guida. “In realtà le tecnologie moderne hanno migliorato notevolmente comfort e adattabilità. In numerosi casi la sensazione di naturalezza arriva già nelle prime ore di utilizzo.”
Spesso, precisa l’optometrista, eventuali difficoltà dipendono più da un’analisi visiva insufficiente che dalla qualità della lente.
“Una visita optometrica approfondita è essenziale”, sottolinea. “Molti problemi nascono da valutazioni troppo rapide o incomplete. Da La Filottica lavoriamo molto sull’analisi delle esigenze reali della persona, perché non basta misurare la vista: bisogna capire come gli occhi vengono utilizzati nella quotidianità.”
Tecnologia, comfort e benessere visivo
L’evoluzione delle multifocali fa parte di una trasformazione più ampia che coinvolge tutto il mondo dell’ottica, sempre più orientato verso soluzioni intelligenti e altamente personalizzate.
“L’intelligenza artificiale avrà un impatto sempre più importante anche nel futuro dell’ottica”, conclude Gabriele Guida. “Vedremo prodotti capaci di adattarsi alle necessità individuali e di migliorare non soltanto la qualità visiva, ma anche il comfort quotidiano. Oggi la vera innovazione consiste nel mettere davvero la persona al centro.”
Visita il sito https://www.lafilottica.com/
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