Un tabernacolo, le ostie consacrate custodite al suo interno e le offerte raccolte nei candelieri votivi. È questo il bottino del furto avvenuto nella cappella dell’Aurelia Hospital, scoperto nella mattinata di martedì dal cappellano della struttura sanitaria, che ha trovato l’altare completamente spogliato.
A denunciare l’accaduto è stato anche il Vicariato di Roma attraverso una nota ufficiale. «Il tabernacolo, di notevole peso e contenente particole consacrate, è stato rimosso dal proprio piedistallo al quale era ancorato e portato via. Inoltre, sono state sottratte le offerte contenute nei candelieri votivi presenti nella cappella», si legge nel comunicato.
Lo sdegno della Diocesi
Sull’episodio è intervenuto monsignor Stefano Sparapani, vescovo ausiliare del settore Ovest della diocesi di Roma, che ha espresso profondo rammarico per quanto accaduto.
«Esprimiamo il nostro dolore per l’ennesimo atto sacrilego compiuto nei confronti di una chiesa e dell’Eucaristia. Siamo profondamente addolorati e affranti anche per i tanti malati che trovano conforto e sostegno spirituale in questa cappella», ha dichiarato il presule.
Il vescovo ha poi rivolto un pensiero a chi vive quotidianamente la realtà ospedaliera. «Affidiamo al Signore medici, personale sanitario e pazienti, auspicando che la cappella possa tornare al più presto a essere un luogo di preghiera, conforto e consolazione per tutti».
Indaga la polizia
Una volta installato un nuovo tabernacolo, sarà celebrato un rito penitenziale accompagnato dalla celebrazione eucaristica. L’iniziativa, spiegano dal Vicariato, rappresenterà «un momento di preghiera e di riparazione per l’accaduto», aperto alla partecipazione dell’intera comunità ospedaliera e dei fedeli.
Nel frattempo sono in corso le indagini della polizia. Gli agenti hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area e stanno analizzando ogni elemento utile per risalire ai responsabili.
Secondo le prime ipotesi investigative, ad agire sarebbero state almeno due persone. Il tabernacolo rubato, infatti, era particolarmente pesante e fissato all’altare, circostanza che rende improbabile l’azione di un solo individuo. Ulteriori rilievi tecnici sono stati effettuati all’interno della cappella subito dopo la scoperta del furto.
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