Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’assemblea federale lo ha scelto con il 68,58% dei voti, affidandogli il compito di guidare il calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, arrivate in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026.
Malagò ha raccolto 343,084 preferenze, superando nettamente l’altro candidato, Giancarlo Abete, fermo a 145,036 voti pari al 29,17%. Le schede bianche sono state 11,72, corrispondenti al 2,25%.
Il primo discorso dopo l’elezione
Subito dopo la proclamazione, il neo presidente ha rivolto un messaggio all’assemblea, sottolineando il peso della responsabilità ricevuta.
«È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto», ha dichiarato davanti ai delegati che lo hanno eletto.
Nel suo intervento Malagò ha ripercorso le esperienze maturate alla guida del Circolo Aniene, del Coni e della Fondazione Milano-Cortina 2026, indicando questi risultati come la base da cui partire per il rilancio del movimento calcistico nazionale.
La sfida del rilancio del calcio italiano
«Ho sempre cercato un solo obiettivo: fare grande l’Italia», ha spiegato, ricordando i successi ottenuti nel mondo dello sport e la crescita delle realtà che ha guidato negli ultimi anni.
Malagò ha poi definito il nuovo incarico una «sfida complicatissima», evidenziando la necessità di ricostruire rapporti istituzionali solidi e lavorare in modo unitario per il bene del sistema calcio. «Si perde tutti insieme e, se si vince, si vince tutti insieme. Altrimenti non andiamo da nessuna parte», ha affermato.
«Una nuova epoca per il calcio»
Nel passaggio conclusivo del suo discorso, il nuovo presidente ha lanciato un appello all’unità e alla partecipazione di tutte le componenti federali.
«Le nostre radici non devono soffocarci, ma diventare uno stimolo per guardare al futuro», ha detto, invitando il movimento a costruire una stagione «umile ma ambiziosa».
Infine la promessa agli elettori: «È indispensabile che ognuno di voi si senta protagonista. Voglio farvi sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca del calcio italiano».
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