Il furto di 80 fiale di fentanyl avvenuto presso l’ospedale Israelitico di Roma continua a essere al centro dell’attenzione delle istituzioni. Il caso, verificatosi il 24 giugno nella farmacia interna della struttura sanitaria del quartiere Trullo, ha spinto il Ministero della Salute ad avviare controlli specifici sulle modalità di conservazione e gestione dei farmaci soggetti a particolari restrizioni.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l’episodio un evento “eclatante”, auspicando che possa rimanere un caso isolato. L’obiettivo principale delle autorità è verificare se il farmaco sottratto sia eventualmente entrato nel circuito illegale degli stupefacenti, monitorando eventuali segnali sul territorio nazionale.
Monitoraggio sanitario e diffusione del fentanyl
Intervenendo durante la trasmissione televisiva “Start” su Sky TG24, Schillaci ha spiegato che al momento non risultano accessi ai pronto soccorso collegati ad abusi di fentanyl. L’assenza di segnalazioni sanitarie rappresenta uno degli elementi considerati più importanti per valutare eventuali conseguenze della sottrazione delle fiale.
Secondo il ministro, in Italia la diffusione del fentanyl resta attualmente limitata rispetto ad altri Paesi. La situazione viene comunque monitorata con grande attenzione dalle autorità competenti, anche alla luce dell’emergenza che negli ultimi anni ha coinvolto gli Stati Uniti, dove l’utilizzo improprio di questo oppioide ha provocato un elevato numero di vittime.
Sicurezza dei farmaci negli ospedali
Schillaci ha inoltre ricordato che il problema della sicurezza riguarda non soltanto il fentanyl, ma anche altri medicinali presenti nelle strutture ospedaliere. I controlli dovranno riguardare anche la protezione di farmaci oncologici e di altre sostanze ad alto valore economico o sanitario.
L’ispezione ministeriale
Nei giorni successivi alla scoperta del furto è stata effettuata un’ispezione ministeriale presso l’ospedale Israelitico. Gli accertamenti, durati circa sei ore, hanno coinvolto la direzione sanitaria, quella generale e diversi operatori della struttura. La verifica si è concentrata sulle procedure adottate per la custodia dei medicinali e sulla corretta organizzazione interna della farmacia ospedaliera.
Gli esiti dell’ispezione saranno raccolti in una relazione destinata al ministro della Salute. Al momento non sono state rese note eventuali irregolarità emerse durante i controlli.
L’indagine dei Nas e i punti critici
Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura di Roma, affidata ai carabinieri del Nas. Uno degli aspetti più delicati riguarda il fatto che il furto sarebbe avvenuto senza segni evidenti di effrazione. Gli investigatori stanno quindi analizzando diversi elementi, tra cui la gestione delle chiavi della cassaforte, l’accesso ai locali e la documentazione relativa ai medicinali regolamentati.
Tra le verifiche in corso figurano anche i controlli sui registri di carico e scarico, per accertare se vi siano state anomalie nella movimentazione delle fiale.
Le reazioni delle istituzioni
Sul caso è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sui rischi legati alle droghe. Secondo Gemmato, il fentanyl rappresenta una sostanza potenzialmente molto pericolosa, soprattutto per le fasce più giovani della popolazione.
Anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha commentato la vicenda, evidenziando la necessità di comprendere con precisione la dinamica dell’accaduto. Rocca ha parlato di una possibile leggerezza nella gestione della sicurezza e ha ricordato che il sistema sanitario regionale sta lavorando per rafforzare le misure di protezione, anche attraverso strumenti tecnologici già utilizzati in alcune strutture, come i controlli biometrici.
Le ipotesi sulla destinazione delle fiale
Sul possibile utilizzo delle fiale sottratte sono state avanzate diverse ipotesi. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici Filippo Anelli ha escluso come scenario principale quello di un impiego in strutture sanitarie abusive, ritenendo più plausibili collegamenti con ambienti criminali o con il mercato illegale.
La presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva Elena Bignami ha ricordato che il fentanyl è un farmaco normalmente utilizzato in ambito ospedaliero per anestesia e terapia del dolore. La sostanza è circa cento volte più potente della morfina e richiede una gestione estremamente controllata per evitare conseguenze gravi.
Tra le ipotesi investigative è stata citata anche quella di un possibile utilizzo improprio in contesti diversi dallo spaccio tradizionale, come ambienti legati alle corse clandestine di cavalli, dove potrebbe essere impiegato illegalmente per attenuare il dolore degli animali. Al momento, tuttavia, nessuna delle ipotesi è stata confermata dagli inquirenti.
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