Coltellate a San Lorenzo per una sigaretta: due giovani feriti

Aggressione nella notte nel cuore della movida: un 20enne sfregiato al volto, l'amico colpito più volte. Indaga la polizia

Carabinieri Roma, Accoltellamento Parco Medici, blitz antidroga Quarticciolo

Aveva appena terminato il turno di lavoro al ristorante e stava raggiungendo un amico davanti al cinema Tibur, in piazza dell’Immacolata, quando la serata si è trasformata in un incubo. Amin, 20 anni, è stato colpito al volto con una coltellata, mentre l’amico Yussef, 22 anni, ha riportato ferite al braccio destro, alla schiena e al capezzolo sinistro, oltre alla frattura della scapola destra. Entrambi, cittadini somali, sono rimasti vittime di una violenta aggressione avvenuta nella notte di mercoledì nel cuore della movida di San Lorenzo.

Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe iniziato con la richiesta di una sigaretta, utilizzata come pretesto per avvicinare i due giovani. Sulla vicenda indagano gli investigatori del commissariato San Lorenzo.

Il racconto del 20enne sfregiato

Amin porta ancora sul volto i segni dell’aggressione. «Mi hanno messo 12 punti, i medici che mi hanno ricucito la guancia mi hanno detto che i segni della ferita potrebbero rimanere per sempre», racconta. «Spero che li prendano. Sono facce che ho già visto girare per San Lorenzo. Sono poco più che ragazzini, italiani e stranieri. Rompono le scatole, molestano le ragazze, intimidiscono quelli più piccoli di loro. Se la polizia dovesse mostrarmi qualche foto potrei riconoscerli».

Il giovane ricostruisce quei momenti drammatici: «Era circa mezzanotte e mezza, avevo appena lasciato il ristorante in via dei Falisci, dove lavoro. Avevo appuntamento con Yussef, mi avrebbe lasciato il monopattino che mi serviva per tornare a casa. Quando sono arrivato ho visto il mio amico e un altro nostro connazionale circondati da una decina di ragazzi. Poi ho saputo che uno di loro aveva chiesto una sigaretta, ma era una scusa per infastidirci. Ho capito la situazione e ho detto ai miei due amici di andarcene subito. Yussef però non si è mosso e lo hanno accerchiato. Lo hanno buttato a terra, poi sono spuntati i coltelli. Ho avuto l’istinto di raccogliere un sasso da terra. Ho urlato, l’ho lanciato contro il gruppo. Quelli sono scappati, ma uno di loro è tornato indietro e mi ha dato la coltellata in faccia, poi ha raggiunto gli altri».

Le indagini e il precedente della baby gang

Dopo essere stato ferito, Amin ha raggiunto di corsa il commissariato di zona per chiedere aiuto agli agenti di guardia. Nel frattempo Yussef è stato trasportato al Policlinico Umberto I, dove è stato medicato e dimesso nella mattinata successiva con una prognosi di 40 giorni.

Gli investigatori, coordinati dal dirigente Giovanni Di Sabato, stanno ricostruendo la dinamica dell’aggressione senza escludere alcuna pista. Tra gli elementi al vaglio c’è anche un vecchio precedente per droga, risalente alla minore età, a carico di uno dei ragazzi aggrediti. Chi indaga vuole verificare se il pestaggio possa essere collegato a eventuali contrasti legati allo spaccio di stupefacenti, ipotesi che al momento resta aperta.

L’episodio riporta alla mente quanto accaduto tra il 31 maggio e il primo giugno, quando una baby gang composta da italiani e stranieri aggredì sette minorenni in via dei Reti, anche allora utilizzando come pretesto la richiesta di una sigaretta. Per quei fatti i carabinieri denunciarono un 17enne di origine nigeriana.

La preoccupazione dei residenti

L’ennesimo episodio di violenza riaccende il dibattito sulla sicurezza nel quartiere.

«Qui in piazzetta la situazione è sempre al limite. Le forze dell’ordine ci sono, specie nei fine settimana, ma ci sono troppi ragazzini fuori controllo. E di certo il fatto che ci siano tanti negozietti che vendono alcolici a prezzi stracciati, anche a ridosso dell’isola pedonale, non aiuta. Noi verifichiamo se i più giovani che vengono a chiederci da bere sono maggiorenni, rispettiamo le regole, ma dovrebbero farlo tutti», afferma Mauro, titolare di un bar all’angolo con piazza dell’Immacolata.

Parole di vicinanza arrivano anche dal datore di lavoro di Amin: «È un ragazzo serio, affidabile. È da tre mesi e si è subito fatto voler bene. Fortunatamente non è grave, ma quello che ha subito è un’ingiustizia. Mi ha raccontato quello che è successo, è stato coraggioso nel difendere il suo amico».

Redazione

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