A tre settimane dal triplice omicidio avvenuto a Casalotti, Shahadat Hossain è ancora irreperibile e le ricerche della Squadra mobile di Roma proseguono senza sosta. Il 43enne è accusato di aver ucciso il 25 giugno scorso Kamal Uddin, Hosne Jahal e la piccola Arowa, colpiti durante una violenta aggressione con una mannaia.
Le indagini si stanno concentrando soprattutto sulle modalità della fuga dell’uomo. Gli investigatori ipotizzano infatti che l’allontanamento dalla Capitale possa essere stato pianificato nei dettagli e che il presunto responsabile della strage possa aver ricevuto il sostegno di una rete di persone in grado di facilitarne la fuga.
Le piste seguite dagli investigatori
Gli inquirenti stanno lavorando principalmente su due possibili destinazioni. La prima riguarda il Bangladesh, Paese di origine di Hossain e luogo dove l’uomo potrebbe aver cercato rifugio dopo l’omicidio. Le autorità hanno già effettuato verifiche attraverso i canali disponibili, ma al momento gli accertamenti non avrebbero portato a risultati concreti. Nessuna conferma è arrivata sulla presenza del 43enne nel Paese asiatico.
La seconda ipotesi presa in considerazione dagli investigatori porta invece a Londra. La capitale britannica è una città conosciuta da Hossain, che vi avrebbe vissuto prima di trasferirsi a Roma. Per questo motivo gli investigatori non escludono che possa aver scelto una destinazione a lui già familiare.
Il sospetto di una fuga preparata in anticipo
La rapidità con cui il 43enne è riuscito a far perdere le proprie tracce rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Secondo gli investigatori, alcuni dettagli della vicenda potrebbero indicare l’esistenza di un piano organizzato prima dell’aggressione. Tra gli aspetti analizzati ci sono la possibile presenza di appostamenti precedenti all’irruzione nell’abitazione e l’eventuale individuazione anticipata di un percorso di fuga. Gli inquirenti stanno valutando anche l’ipotesi che Hossain abbia potuto utilizzare documenti falsi per spostarsi e che qualcuno possa averlo aiutato a lasciare il territorio italiano. Non viene esclusa la presenza di eventuali complici ancora a Roma, persone che potrebbero aver fornito supporto logistico prima o dopo il delitto.
La tutela per l’unico superstite Amir Hossain
Al centro dell’indagine resta anche la posizione di Amir Hossain, unico sopravvissuto alla strage e testimone diretto dell’aggressione. Il giovane, che ha assistito al massacro dei familiari, potrebbe fornire elementi fondamentali per ricostruire la dinamica dell’attacco e chiarire eventuali responsabilità di altre persone coinvolte nella fuga. Il suo legale, l’avvocato Fabrizio Gallo, ha chiesto alle autorità di predisporre misure di protezione per garantire la sicurezza del ragazzo. “Ho chiesto agli inquirenti di predisporre una tutela per lui”, ha spiegato il legale, sottolineando il forte stato di paura vissuto dal giovane dopo quanto accaduto.
La richiesta per il trasferimento delle salme in Bangladesh
Parallelamente agli sviluppi investigativi, la difesa di Amir Hossain ha presentato alla Procura anche una richiesta per ottenere il nulla osta alla liberazione delle salme. L’obiettivo è consentire il trasferimento dei corpi delle vittime in Bangladesh, dove la famiglia vorrebbe celebrare i funerali secondo le proprie tradizioni. Le indagini della Squadra mobile continuano quindi su più fronti: dalla ricerca del presunto autore del triplice omicidio alla ricostruzione della possibile rete di aiuti che potrebbe aver favorito la fuga.
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