Le vespe orientalis stanno mostrando una sorprendente capacità di adattamento negli ambienti urbani, arrivando a utilizzare come fonte di nutrimento anche il cibo destinato agli animali domestici. La scoperta è avvenuta a pochi passi dalla Basilica di San Pietro, dove un nido individuato all’interno del cassone di una serranda ha rivelato un comportamento finora mai documentato con questa modalità.
A raccontare l’episodio è stato l’esperto di animali Andrea Lunerti, intervenuto in un’abitazione di Borgo dopo la segnalazione di una coppia che aveva notato la presenza di alcune vespe all’interno della casa. I residenti avevano inoltre osservato piccoli oggetti cadere sul davanzale della finestra, un fenomeno inizialmente interpretato come possibile conseguenza dell’attività predatoria degli insetti.
Le vespe orientalis, infatti, sono note per catturare altri insetti e utilizzare alcune parti delle prede per alimentare le larve della colonia. In particolare, recuperano i muscoli del torace degli insetti catturati, che rappresentano una fonte proteica utile allo sviluppo della comunità. Per questo motivo, l’esperto aveva ipotizzato che i frammenti trovati sul davanzale potessero essere residui della loro attività di caccia.
L’analisi sul posto ha però portato a una conclusione diversa: gli oggetti lasciati dalle vespe erano crocchette per gatti. Gli insetti avevano quindi trasportato e lavorato piccoli pezzi di alimento per animali domestici, dimostrando di aver ampliato il proprio comportamento alimentare.
Secondo Lunerti, in passato erano già stati osservati episodi in cui le vespe orientalis recuperavano cibo umido destinato ai gatti, soprattutto quello contenuto nelle scatolette. La novità emersa in questo caso riguarda invece il consumo delle crocchette, un alimento dalla consistenza diversa ma comunque sfruttato dagli insetti come risorsa disponibile.
Questo comportamento evidenzia la notevole capacità di adattamento della specie, che negli ultimi anni è diventata sempre più presente nelle aree urbane. La disponibilità di nuove fonti di cibo negli spazi abitati può favorire la crescita e la diffusione delle colonie, soprattutto in contesti dove gli insetti riescono a trovare facilmente riparo e alimentazione.
Dopo l’intervento, il nido individuato nel cassone dell’avvolgibile è stato rimosso e la coppia residente ha potuto tornare a utilizzare normalmente gli ambienti dell’abitazione. L’episodio, tuttavia, ha acceso nuovamente l’attenzione sulla presenza delle vespe orientalis nelle case e sulle condizioni che ne favoriscono la proliferazione.
L’esperto ha sottolineato come il caldo possa aver anticipato il ciclo vitale di questi insetti. Negli ultimi giorni, infatti, sarebbero aumentate le richieste di intervento per la rimozione dei nidi, segnale di una maggiore attività delle colonie rispetto agli anni precedenti.
Tra i consigli rivolti ai cittadini c’è anche quello di prestare attenzione al cibo lasciato all’aperto per gli animali domestici. Le ciotole con residui alimentari possono diventare una fonte di nutrimento facilmente accessibile per le vespe orientalis, contribuendo a richiamare gli insetti vicino alle abitazioni.
Per questo motivo, viene suggerito di rimuovere gli avanzi dopo il pasto degli animali e di evitare di lasciare cibo disponibile per lunghi periodi all’esterno. Una semplice precauzione che potrebbe ridurre le possibilità di attrarre colonie sempre più adattate alla vita negli ambienti urbani.
La presenza delle vespe orientalis nelle città rappresenta quindi un fenomeno in continua evoluzione. La capacità di sfruttare risorse alimentari diverse, comprese quelle legate alla quotidianità domestica, conferma la rapidità con cui questa specie riesce ad adattarsi ai cambiamenti dell’ambiente circostante.
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