Un nuovo sciopero dei trasporti ferroviari è stato proclamato in vista della ripresa delle attività dopo la pausa estiva. La mobilitazione, della durata di 24 ore, coinvolgerà macchinisti e capitreno e avrà ripercussioni sulla circolazione dei treni a livello nazionale. Lo stop è previsto tra la sera di lunedì 7 settembre e la sera di martedì 8 settembre 2026, con possibili disagi per i viaggiatori su tutto il territorio italiano.
Orari della mobilitazione e sigle coinvolte
Secondo quanto riportato sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, lo sciopero inizierà alle 21:18 di lunedì 7 settembre e terminerà alla stessa ora del giorno successivo, martedì 8 settembre. Alla protesta aderiscono diverse sigle sindacali del settore, tra cui Cub Trasporti e Orsa, insieme ad altre organizzazioni di base che hanno confermato la partecipazione alla mobilitazione nazionale.
Le ragioni della protesta dei lavoratori
Al centro dello sciopero vi sono le condizioni di lavoro del personale ferroviario e le richieste avanzate nell’ambito del rinnovo contrattuale del comparto. I sindacati parlano di una mobilitazione necessaria per la difesa dei posti di lavoro e per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. La protesta si inserisce nello stato di agitazione legato alla piattaforma contrattuale presentata alle aziende il 4 gennaio 2024 e aggiornata da ultimo il 9 aprile 2026.
Le critiche al rinnovo contrattuale
In una nota diffusa da Cub Trasporti viene sottolineato come, nonostante le precedenti azioni di sciopero svolte negli ultimi due anni, non siano arrivati riscontri concreti da parte delle imprese né delle istituzioni. Secondo le sigle promotrici, l’ipotesi di accordo attualmente in discussione non rispecchierebbe i contenuti della piattaforma elaborata insieme ai lavoratori. Questa distanza tra le richieste sindacali e le proposte contrattuali è indicata come una delle principali cause della nuova proclamazione dello sciopero.
Possibili disagi per i viaggiatori
La mobilitazione potrebbe causare ritardi, cancellazioni e modifiche alla circolazione dei treni su scala nazionale. I disagi interesseranno sia i collegamenti regionali sia quelli a lunga percorrenza, con possibili ripercussioni anche sui servizi pendolari. Le aziende ferroviarie saranno chiamate a garantire i servizi minimi essenziali previsti nei giorni di sciopero, ma l’impatto sulla mobilità resta significativo per l’intera durata della protesta.
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