Il Colosseo resterà chiuso anche oggi in memoria di Andrea Moretti, il giovane lavoratore di 22 anni morto mentre era impegnato nelle attività di installazione del nuovo impianto di illuminazione dell’Anfiteatro Flavio. La decisione è stata presa dal Parco archeologico del Colosseo e dal ministro della Cultura come gesto di vicinanza alla famiglia del ragazzo e a tutti i dipendenti del ParCo.
Moretti, originario della provincia di Teramo, è deceduto nella notte tra il 22 e il 23 settembre dopo essere precipitato per circa dieci metri durante un intervento all’interno del monumento. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane indossava l’imbracatura prevista per i lavori in quota, ma resta da chiarire se fosse correttamente collegato alla fune di sicurezza.
La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per accertare eventuali responsabilità legate alle procedure di sicurezza adottate nel cantiere. Gli inquirenti stanno acquisendo la documentazione relativa agli appalti e alle modalità operative utilizzate durante i lavori di manutenzione e installazione dell’impianto di illuminazione.
La tragedia ha suscitato una forte reazione anche nel mondo sindacale. Nella serata successiva all’incidente, davanti al Colosseo si è svolto un presidio organizzato da Cgil e Cisl con una fiaccolata dedicata alla memoria del giovane operaio. L’iniziativa ha avuto anche l’obiettivo di riportare l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Durante la manifestazione sono stati esposti diversi messaggi contro gli incidenti mortali sul lavoro, tra cui “Basta morti sul lavoro”, “La sicurezza non è un lusso” e “Fermiamo la strage”. La mobilitazione ha richiamato l’esigenza di rafforzare le misure di prevenzione e controllo nei cantieri.
Sul fronte dei dati relativi agli incidenti, secondo quanto riportato dal profilo Instagram “Morti di Lavoro”, curato dal giornalista Piero Santonastaso, nel Lazio dall’inizio dell’anno si sarebbero registrati 81 decessi legati al lavoro, di cui 25 avvenuti durante gli spostamenti casa-lavoro o lavoro-casa, classificati come incidenti “in itinere”.
Il conteggio citato comprende anche i lavoratori impiegati senza regolare contratto, che non vengono invece inclusi nelle statistiche ufficiali dell’Inail. I dati dell’istituto assicurativo nazionale disponibili al 31 luglio indicano invece 50 denunce di infortuni mortali sul lavoro nel Lazio nel 2026, contro le 47 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente.
La chiusura temporanea del Colosseo rappresenta quindi un momento di lutto per ricordare Andrea Moretti e, allo stesso tempo, un’occasione per riportare al centro del dibattito pubblico il tema della tutela dei lavoratori impegnati in attività considerate a rischio.
L’indagine della magistratura dovrà ora chiarire la dinamica dell’incidente e verificare se siano state rispettate tutte le disposizioni previste per garantire la sicurezza nel luogo in cui il giovane stava operando.
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