Una scena fuori dall’ordinario ha attirato l’attenzione nel cuore di Roma. Tra turisti e residenti che affollavano la zona del Pantheon, un uomo si muoveva con un carrello contenente numerose confezioni di cibo già porzionate. Zuppe, riso, carne e altre pietanze preparate in casa erano pronte per essere trasportate e presumibilmente destinate alla vendita abusiva.
L’episodio si è verificato in una delle aree più frequentate della Capitale, dove la presenza quotidiana di visitatori e attività commerciali rende particolarmente intensa la vita del centro storico. Il trasporto del materiale alimentare, effettuato con modalità improvvisate, ha però attirato l’attenzione degli agenti della Polizia Locale.
Il sospetto: alimenti destinati agli ambulanti della zona
Secondo quanto ricostruito dagli operatori del gruppo I Centro della Polizia Locale di Roma Capitale, il carico sarebbe stato destinato agli ambulanti presenti nei pressi del Pantheon. Le pietanze erano sistemate in contenitori singoli, pronti per essere distribuiti. Alcune confezioni presentavano fuoriuscite di olio e sugo, rendendo ancora più evidente la presenza di alimenti preparati e trasportati senza le procedure previste per la vendita regolare. L’ipotesi degli agenti è che il cibo fosse destinato a un circuito di vendita non autorizzato, rivolto agli operatori abusivi presenti nell’area.
Sequestrati 40 chili di prodotti senza tracciabilitÃ
Durante il controllo è stato identificato un uomo di 60 anni di nazionalità bangladese che aveva con sé il carico alimentare. Gli agenti hanno sequestrato circa 40 chilogrammi di alimenti risultati privi dei requisiti di tracciabilità e delle garanzie necessarie in materia di sicurezza alimentare.
La mancanza della documentazione richiesta non ha consentito di verificare l’origine dei prodotti e le modalità con cui erano stati preparati e conservati. Il trasporto e la possibile vendita degli alimenti hanno quindi fatto scattare gli interventi previsti dalla normativa.
Multa da 5mila euro e distruzione del cibo
Per la persona coinvolta è arrivata una sanzione amministrativa da 5mila euro. Gli alimenti sequestrati sono stati invece affidati ad Ama per le procedure di smaltimento e distruzione. Il materiale alimentare non conforme è stato rimosso per evitare che potesse essere immesso nel circuito della vendita senza autorizzazioni e senza controlli sanitari.
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