Buio e paura a Tor Tre Teste: il parco è ancora un incubo

Due violenze in pochi mesi e zero interventi: la sicurezza resta un miraggio

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Nel cuore di Tor Tre Teste si consuma ogni sera un rituale di terrore. Il Parco Antonio Nori, nonostante promesse e proclami, resta immerso nell’oscurità, senza sicurezza, senza presidi, abbandonato a sé stesso. A pochi passi dalla piazza di spaccio del Quarticciolo, tra alberi e lampioni spenti, si celano paure profonde e ferite ancora aperte.

Ad agosto una donna di 61 anni è stata violentata. Pochi mesi dopo, un altro incubo: una 19enne abusata e rapinata sotto gli occhi del fidanzato. Tre ventenni marocchini sono finiti in manette. Ma il tunisino, accusato di aver materialmente commesso lo stupro, è ancora libero. Si sospetta si aggiri nella zona, alimentando l’angoscia che avvolge l’intero quartiere.

Il parco di Tor Tre Teste nel degrado: lampioni spenti e nessun controllo

I lampioni, danneggiati da tempo, continuano a restare spenti. Un dettaglio solo in apparenza marginale, ma che trasforma ogni attraversamento del parco in un atto di coraggio. “Ogni sera, quando stacco, ho il terrore. Non so come arrivare alla fermata dell’autobus”, racconta Luana, allenatrice di atletica nel centro sportivo Antonio Nori. “Sto pensando di lasciare il lavoro, è insostenibile”.

Il video girato da una lettrice, intorno alle 19, mostra un parco già immerso nel buio. “C’erano persone strane, ho cambiato strada. Sono già stata aggredita due volte e non voglio rivivere quell’incubo”. Anche Luana racconta un’aggressione subita un anno fa. “Quattro ragazzi mi hanno accerchiata, uno ha provato ad aggredirmi. Ho reagito, ma alla fine mi hanno rotto il telefono mentre chiamavo i carabinieri. Li ho denunciati, ma pochi giorni dopo erano ancora lì, a infastidirmi”.

Il cuore del problema: la criminalità che parte dal Quarticciolo

Tutto ruota attorno al Quarticciolo, da cui partono i gruppi responsabili delle aggressioni nel parco di Tor Tre Teste. Era del Quarticciolo anche il 26enne gambiano che, ad agosto, ha assalito la donna di 61 anni mentre portava a spasso il cane.

Nonostante il decreto Caivano e l’istituzione della zona rossa, nessun intervento concreto ha restituito sicurezza al parco. E chi frequenta l’area, specie nel tardo pomeriggio, racconta una quotidianità fatta di ansia e allerta costante. Nel migliore dei casi, si teme una rapina. Nel peggiore, qualcosa di ben più grave.

Redazione

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