Willy, l’amore più forte dell’odio: il ricordo all’Unint

La madre: “Aspetto giustizia, ma senza vendetta”

Willy Monteiro

Io non odio. Vorrei solo che avessero il coraggio di pentirsi. Si può vivere cercando il bene, oppure covando rabbia. I giovani sono una ricchezza, ma hanno bisogno del nostro aiuto”. Con voce ferma e occhi lucidi, Lucia Monteiro Duarte ha ricordato il figlio Willy nell’aula magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint), nel giorno che avrebbe segnato il suo 27° compleanno.

Il giovane di Paliano fu ucciso la notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro, mentre tentava di difendere un amico. Un pestaggio mortale per mano dei fratelli Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, che ha segnato una comunità e dato origine alla Giornata del Rispetto, istituita proprio il 20 gennaio, data di nascita di Willy.

“A Willy – Ripensando l’amore”: studenti e istituzioni in ricordo

A celebrare la memoria del ragazzo, l’ateneo ha promosso l’evento “A Willy – Ripensando l’amore”, un incontro che ha visto la partecipazione di studenti, istituzioni, docenti e protagonisti del cinema. L’università ha anche istituito una borsa di studio in suo nome, come segno concreto contro la violenza. A beneficiarne sono state Isabella Rosa Rodrigues e Jéssica Patrìcia Cruz Fortez, che hanno espresso la loro gratitudine durante l’evento: “Siamo fiere di portare avanti la memoria di Willy”.

Durante l’incontro è stato proiettato “40 secondi”, il film di Vincenzo Alfieri tratto dal libro-inchiesta di Federica Angeli. A interpretare Willy, il giovane Justin De Vivo, scoperto grazie allo street casting: “La violenza continua a esserci, ma noi possiamo rafforzare la coscienza dei giovani”, ha affermato.

“Willy non era un eroe, era profondamente umano”

Il regista Alfieri ha definito il suo lavoro “un film sulla violenza, non violento”, che pone interrogativi profondi, alternando “la furia dei Bianchi alla quotidianità serena di Willy”. La madre ha voluto ribadire che la giustizia non le restituirà suo figlio, ma che attende la conclusione del processo senza odio né desiderio di vendetta: “Ogni volta che un ragazzo viene ucciso da un coetaneo si riapre la ferita. Ma Willy mi ha insegnato che l’amicizia è il bene più grande”.

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