Un escavatore entrerà nell’area colpita dall’incendio sulla Laurentina per rimuovere i rifiuti interrati e cercare di bloccare definitivamente le fumarole che da giorni continuano a sprigionarsi dal terreno. A oltre dieci giorni dal rogo che ha interessato i terreni compresi tra il Grande raccordo anulare e via Laurentina, la situazione resta sotto osservazione da parte delle autorità e dei residenti della zona Eur-Tor Pagnotta.
Le fiamme, divampate lo scorso 26 luglio, sono state domate dai vigili del fuoco, ma il problema non si è concluso con lo spegnimento dell’incendio. Il sottosuolo continua infatti a rilasciare fumo a causa della presenza di materiali combustibili nascosti sotto la superficie, in un’area che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stata utilizzata per anni come discarica abusiva.
L’inchiesta avviata dalla procura sta cercando di ricostruire l’origine del rogo e di individuare eventuali responsabilità. Gli accertamenti avrebbero già rafforzato l’ipotesi della presenza di una grande quantità di rifiuti sotterrati nel terreno interessato dall’incendio. Una condizione che spiegherebbe la persistenza delle emissioni anche dopo la fine delle fiamme visibili.
Intervento urgente con mezzi meccanici
La commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie ha iniziato a seguire il caso, mentre il municipio IX Roma Eur ha chiesto di poter intervenire rapidamente sull’area. In particolare, è stata richiesta la rimozione temporanea dei sigilli, limitata al tempo necessario per consentire l’accesso ai vigili del fuoco e l’avvio delle operazioni di sicurezza.
Il primo obiettivo è ridurre le fumarole e spegnere i residui focolai presenti nel terreno attraverso l’utilizzo di mezzi specializzati, tra cui un escavatore chiamato a dissotterrare i materiali ancora in combustione. L’intervento rappresenta una fase preliminare indispensabile per eliminare le criticità più immediate e ridurre i rischi per chi vive nelle aree vicine.
Successivamente sarà necessario procedere con un’analisi dettagliata dei materiali presenti nel sottosuolo. La cosiddetta caratterizzazione dei rifiuti permetterà di stabilire la composizione degli scarti presenti e definire le modalità corrette per una bonifica completa del sito.
Residenti preoccupati per la qualità dell’aria
Nel frattempo, molti abitanti della zona continuano a segnalare una situazione difficile. Diversi residenti sono costretti a mantenere chiuse le finestre o ad allontanarsi temporaneamente dalle proprie abitazioni a causa dell’odore intenso e della presenza di fumo proveniente dall’area dell’incendio.
Le prime rilevazioni effettuate da Arpa Lazio hanno evidenziato valori significativi per quanto riguarda la presenza di diossine. Le analisi iniziali hanno registrato una concentrazione pari a 0,39 picogrammi per metro cubo, un dato superiore al valore medio urbano indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità e compatibile con una sorgente emissiva localizzata.
I controlli successivi hanno rilevato un abbassamento delle concentrazioni, con un valore di 0,16 picogrammi per metro cubo. Tuttavia, la ripresa di alcuni fenomeni di combustione nel terreno ha mantenuto alta l’attenzione degli enti coinvolti. Restano inoltre attesi i risultati degli esami relativi ad altri inquinanti, tra cui Pcb e benzo(a)pirene.
Verso la bonifica definitiva dell’area
Il municipio IX ha richiesto interventi obbligatori per la messa in sicurezza del sito e ha coinvolto anche la commissione parlamentare Ecomafie. Il Comitato di quartiere Fonte Laurentina ha invece chiesto al Governo e al sindaco di Roma Roberto Gualtieri l’attivazione di una task force dedicata alla gestione dell’emergenza.
Anche la Asl Roma 2 ha fornito indicazioni ai cittadini, invitando a limitare la permanenza nelle zone maggiormente esposte, ad arieggiare le abitazioni soltanto quando non sono presenti odori di bruciato e a prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili.
L’arrivo dell’escavatore segna quindi l’inizio della fase operativa per contenere l’emergenza, ma il percorso verso la completa riqualificazione dell’area dipenderà dagli esiti delle indagini e dalla successiva bonifica dei rifiuti presenti nel sottosuolo.
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